I piani paesistici pronti tra un anno, ha annunciato Taglialatela: la linea di costa continuerà a restare prigioniera del degrado Il progetto Siola è rimasto nel cassetto. LUnione diportisti: "Mare volano di sviluppo" una riqualificazione che, però, si scontra con la realtà: qualche giorno fa, infatti, lassessore regionale allurbanistica, Marcello Taglialatela, ha annunciato che i piani paesaggistici saranno pronti, al più presto, tra un anno. È una notizia a due facce, è buona per un verso perché significa che finalmente Napoli si doterà, dopo circa venti anni, dello strumento urbanistico senza del quale niente è possibile se non labuso; dallaltro verso, però, è una notizia cattiva perché sancisce lirreversibilità della situazione di stallo: la linea di costa da Capo Posillipo a Vigliena, insomma, continuerà a restare comè, prigioniera del degrado e mortificata dalle macerie della deindustrializzazione e dalla mancanza delle strutture al servizio della nautica da diporto che è, o meglio dovrebbe essere, lopzione del riscatto. A fare le spese dei ritardi e dellinerzia burocratica sarà ancora una volta la baia di Mergellina, che è il punto centrale di ogni discorso che riguardi il recupero e la valorizzazione della risorsa mare. In questi giorni si è molto parlato della trasformazione della baia in una sorta di albergo a cinque stelle liberata dalla miseria delle bancarelle e della baraccopoli dei pescatori, ma ogni possibilità di intervento, ripetiamo, è inibita dai vincoli della legge Galasso che possono essere ammorbiditi - si spera senza innescare una nuova stagione di cemento selvaggio - solo dai piani paesaggistici. E, allora, a che gioco giochiamo? Le intenzioni della giunta regionale sono buone, ma per capire in quale mare di inerzia ci muoviamo occorre fare un passo indietro di sette anni, allorquando i giornali pubblicarono i rendering del progetto di ristrutturazione del molo di sopraflutto della baia disegnato da Uberto Siola per conto della «Luise International» che aveva risposto allavviso pubblico dellAutorità Portuale. Il progetto, definito in ogni dettaglio, non è mai stato preso in considerazione: si meritò complimenti molto lusinghieri - perfino dalla Soprintendenza - ma è rimasto a fare polvere in un cassetto del committente. Proprio come accadde, negli anni ottanta, al modello di chalet in ferro battuto allestito dallo studio Pagliara, bello esteticamente e perfettamente inserito nel paesaggio al contrario delle baracche gravate da abusi terrificanti. Parliamo, dunque, di un waterfront negato con il Molo San Vincenzo "imbavagliato" per la presenza dellAmmiragliato, e con il Beverello bloccato per una contesa tra la società Nausicaa e gli armatori privati. E con Porto Fiorito - il marina di mille posti sullarenile di Vigliena - che, dopo dieci anni, resta un capitolo ancora tutto da scrivere. La schizofrenia, dunque, è nei fatti: dal tempo dei tempi Napoli intrattiene con il mare un rapporto di odio-amore: il legame ancestrale è fortissimo, ma, ormai, resiste solo nei versi delle canzoni - «Mergellina de varche a mmare» sussurrava Sergio Bruni - ma il sentimento non ha fermato lo scempio del mare utilizzato come immonda pattumiera. «È una vergogna e per questo lUnione dei diportisti - ha detto il presidente del Nautic Sud, Lino Ferrara - ha deciso di costituirsi parte civile contro chi ha riempito il mare di percolato. È assurdo che si tratti così il mare che, al contrario, potrebbe essere il volano dello sviluppo. Cito un solo dato: il presidente Caldoro ha annunciato, e siamo tutti daccordo con lui, che lobiettivo è la costruzione di diecimila posti barca lungo tutto il waterfront. Se si facessero diventeremmo di colpo tutti ricchi: applicando a Mergellina e nelle altre baie nobili da Coroglio a Castellammare le tariffe di Porto Cervo dove un posto barca viene venduto a 800 mila euro per una concessione trentennale, loperazione-waterfront metterebbe in circolo otto milioni di euro e a costo zero per le finanze pubbliche». Sono cifre da capogiro, ma il presidente del Nautic Sud non sta dando i numeri. La nautica da diporto è una gallina dalle uova doro, ma le istituzioni devono tenere fede agli impegni. A partire dai piani paesaggistici e dalla realizzazione delle opere allinterno dellarea portuale per la quale - nonostante la protesta del sindaco Iervolino - cè il rischio che i fondi vengano tagliati. (carlo franco)