Il critico è intervenuto alla mostra su Fedor Suslov il russo che dipingeva il sacro in tempi vietati PIROTECNICO più che mai Vittorio Sgarbi era ieri a Firenze per presentare la mostra da lui curata Arte e Stato dedicata al maestro russo Fedor Kuzmic Suskov (1923-2006). Circondato da bellissime donne il critico darte ha lanciato il proposito di delocalizzare la Biennale di Venezia (dove è curatore del Padiglione Italia), creando eventi in altre città fra cui Firenze, al Forte Belvedere. Lidea sarebbe piaciuta al vicesindaco Dario Nardella. Venendo alla mostra - che si tiene nellelegante Galleria Sangallo Art Station in via Frà Giovanni Angelico 5r fino al 27 febbraio, www.sangalloartstation.it ingresso gratuito su appuntamento - i quadri esposti, in bilico fra impressionismo ed espressionismo, sono una quarantina. Suskov era un architetto e scultore di profonda fede cattolica: durante il regime comunista dipingeva opere a sfondo religioso di nascosto. Il riferimento al monaco-pittore Andrej Rubliev reso immortale dal film di Tarkovskij del 69 appare evidente. Lo stesso Sgarbi così ha descritto Fedor Kuzmic Suskov: «Le sue pennellate celebrano un rituale in cui la parola dei libri sacri si fa visione. E la visione si converte in transvisione». (r.i.)
FIRENZE - La proposta. Sgarbi: "Biennale anche a Firenze"
Il critico è intervenuto alla mostra su Fedor Suslov il russo che dipingeva il sacro in tempi vietati PIROTECNICO più che mai Vittorio Sgarbi era ieri a Firenze per presentare la mostra da lui curata Arte e Stato dedicata al maestro russo Fedor Kuzmic Suskov (1923-2006). Circondato da bellissime donne il critico darte ha lanciato il proposito di delocalizzare la Biennale di Venezia (dove è curatore del Padiglione Italia), creando eventi in altre città fra cui Firenze, al Forte Belvedere. Lidea sarebbe piaciuta al vicesindaco Dario Nardella. Venendo alla mostra - che si tiene nellelegante Galleria Sangallo Art Station in via Frà Giovanni Angelico 5r fino al 27 febbraio, www.sangalloartstation.it ingresso gratuito su appuntamento - i quadri esposti, in bilico fra impressionismo ed espressionismo, sono una quarantina. Suskov era un architetto e scultore di profonda fede cattolica: durante il regime comunista dipingeva opere a sfondo religioso di nascosto. Il riferimento al monaco-pittore Andrej Rubliev reso immortale dal film di Tarkovskij del 69 appare evidente. Lo stesso Sgarbi così ha descritto Fedor Kuzmic Suskov: Le sue pennellate celebrano un rituale in cui la parola dei libri sacri si fa visione. E la visione si converte in transvisione. (r.i.
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