ROMA. I monumenti non sono a misura di disabile. Un'indagine del ministero dei Beni culturali ha rilevato che su 750 siti monitorati, meno della metà (302, il 40,2 per cento) sono accessibili ai portatori di handicap. L'obiettivo è, pertanto, quello di aumentare il numero di siti musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche visitabili anche dai disabili. Per farlo, Arcus la neonata Spa istituita dai ministeri dei Beni culturali e delle Infrastrutture, che può contare in partenza su 55 milioni di euro grazie allo "storno" del 3 della spesa per le grandi opere ha avviato due progetti, con uno stanziamento complessivo di due milioni di euro. Si tratta delle prime iniziative approvate dal consiglio di amministrazione della società. Il monitoraggio. Un primo progetto, finanziato con mezzo milione di euro, si propone di creare un osservatorio per verificare i tipi di ostacoli che nei monumenti rendono difficile (se non impossibile) la visita da parte dei portatori di handicap. «Verranno passati al setaccio spiega Mario Ciaccia, presidente di Arcus tutti i siti: non solo quelli statali, ma anche ecclesiastici, civici e privati. Saranno messe a fuoco le barriere architettoniche o di altro tipo che impediscono l'accesso non solo alle persone con disabilita motorie, ma anche a quelle con altri problemi. Per portare a termine il progetto occorreranno cinque mesi e ci avvarremo della collaborazione delle associazioni». Le realtà pilota. L'altro progetto, che avrà un budget di 1,5 milioni di euro, ha l'obiettivo di rendere i beni culturali a misura di disabile in quattro realtà, che faranno da battistrada. Si tratta dei Comuni di Capaccio-Paestum (Benevento), Mantova, Assisi e Bergamo. «Realtà sottolinea Ciaccia che abbiamo individuato sulla base di diversi criteri: la distribuzione geografica, l'afflusso turistico, la rete di trasporti, la presenza di strutture di ausilio ai disabili». Ora si tratterà di prendere accordi con le amministrazioni locali non solo per adeguare i monumenti dei luoghi alle esigenze dei portatori di handicap, ma anche per creare una rete di strutture che consenta ai disabilì dì vivere pienamente quelle realtà. «Si verificherà afferma Giaccia anche la sostenibilità di un turismo a misura di disabile. Non basterà, dunque, eliminare le barriere nei luoghi di cultura, ma si dovrà anche, per esempio, fare in modo che gli alberghi siano adeguati».