La Chiesa di San Francesco a Ripa, a Trastevere, dove alcune zone sono state chiuse nel timore di crolli «sarà monitorata fin dai prossimi giorni per un periodo di sei, otto mesi», fanno sapere dal ministero dell'Interno, sottolineando che lo hanno deciso il Fondo Edifici di Culto, proprietario della Chiesa, e la Direzione Regionale dei Beni Culturali del Lazio. «Il monitoraggio - spiegano dal Viminale - consentirà di valutare gli eventuali successivi interventi necessari per il restauro conservativo della struttura e, in particolare, degli ambienti che nei giorni scorsi sono stati interdetti all'accesso del pubblico a seguito del sopralluogo effettuato dai tecnici dei vigili del fuoco e del ministero dei Beni Culturali». Nel frattempo la cappella del Bernini, quella della Concezione e la sacrestia resteranno chiuse: «Le lesioni sono troppo importanti», dicono i frati. Ottocento anni di storia francescana a rischio. «E un complesso monumentale che va sanato», incalza Gianfrancesco Solferino, conservatore del convento e della chiesa peri frati minori del Lazio. E punta il dito su una gestione degli interventi a macchia di leopardo frazionando lotti su lotti, dove «un altare del '600 è restaurato e la statua no, oppure nella cappella Rospigliosi, i marmi sono puliti e gli affreschi no». L'unica cappella restaurata per intero tra il 1999 e il 2000 per il Giubileo è stata quella del Bernini, «perché è del Bernini», spiega Solferino. Eppure ora «pensare che uno dei monumenti più importanti del Bernini è interdetto alla cittadinanza è davvero surreale».
Roma. S. Francesco a Ripa. Viminale: La chiesa sarà monitorata 8 mesi dal Ministero
Il ministero dell'Interno ha deciso di monitorare la Chiesa di San Francesco a Ripa a Trastevere per un periodo di sei o otto mesi a causa di crolli e lesioni strutturali. La cappella del Bernini, la cappella della Concezione e la sacrestia resteranno chiuse. I frati minori del Lazio hanno espresso preoccupazioni sulla gestione degli interventi di restauro, che potrebbero essere effettuati in modo disordinato e senza priorità. Il conservatore del convento e della chiesa, Gianfrancesco Solferino, ha criticato la decisione di chiudere le aree interdette e ha sottolineato l'importanza di restaurare il complesso monumentale in modo coordinato e prioritario.
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