«Ho fatto una proposta al presidente del Consiglio: destinare il 90 per cento dei 272 milioni di euro che si spendono per le intercettazioni per restaurare i beni culturali e per il Fondo unico per lo spettacolo (Fus): mi pare molto più importante che non sapere con chi se la spassa Berlusconi». Con queste parole il critico d'arte Vittorio Sgarbi ha commentato il caso Ruby e le molte dibattute polemiche nel corso della presentazione di una mostra da lui curata a Firenze. «Se non ci sono i soldi per il Fus, perché ci sono per chi spia dal buco della serratura? In ogni caso destinerei alla Boccassini, per la sua delizia voyeuristica, 10-15 milioni di euro. Il vero rimprovero che possiamo fare a Berlusconi e alla sua condotta di vita è di natura estetica, non etica: la frequentazione di Fede e Mora induce qualche dubbio sul piano estetico, certo non etico. Sul piano etico trovo inaudito chiamare prostituta chi va ad Arcore. Il mercato della prostituzione ha delle tariffe, queste tariffe sono state completamente messe fuori mercato dal premier, quindi non si tratta di prostituzione, è un dato oggettivo. Qualunque cifra oltre i mille euro è come pagare un caffè mille euro: non si tratta dell'acquisto del caffè ma di un dono. Questo per dire che trovo totalmente fuori legge l'inchiesta milanese perché è sbagliato il reato».