MILANO. Il Presidente della Comunità ebraica milanese, Roberto Jarach, ha espresso parole di grave preoccupazione chiedendo agli inquirenti che le indagini vengano condotte con il massimo sforzo. «Una notizia terribile che ha lasciato esterrefatta l'intera comunità - dice -. Purtroppo penso che il ladro possa avere avuto un gioco semplice. Ma penso anche che potrebbe essere non lontanissima la soluzione del giallo e la individuazione del o dei colpevoli. Non è difficile, per chi frequenta assiduamente la sinagoga avere un quadro dei movimenti di chi tiene la chiave d'oro. Per qualche malintenzionato che deve mettere a segno un furto su commissione non è difficile, o meglio, non è stato difficile fino a ieri, capire dove veniva custodito il mazzo di chiavi. Una nostra leggerezza, e oggi sembra banale dirlo, ma mai avremmo immaginato che qualcuno potesse arrivare a tanto. Ovviamente - continua il presidente Jarach - ho già dato tutte le disposizioni necessarie perché da domani nessuno abbia accesso così facilmente alla chiavi, ma mi rendo conto che ormai è tardi. Tutti noi della comunità ci siamo messi a disposizione dei carabinieri che stanno facendo il possibile per trovare i ladri. Siamo molto fiduciosi continua perché si tratta di oggetti troppo preziosi troppo noti da mettere sul mercato». Intanto gli inquirenti seguono anche la pista di un eventuale trasferimento dei beni all'estero. Ciò che escludono categoricamente è la matrice politica del furto.
Milano, furto Sinagoga. Notizia terribile, ma siamo fiduciosi, il colpevole non può essere lontano
Il Presidente della Comunità ebraica milanese, Roberto Jarach, ha espresso preoccupazione per il furto di oggetti preziosi dalla sinagoga. Ha chiesto agli inquirenti di condurre le indagini con il massimo sforzo. Jarach ha notato che il ladro potrebbe aver avuto un piano semplice, ma spera che la soluzione del giallo e l'individuazione dei colpevoli non sia lontana. Ha anche affermato che la comunità si è messa a disposizione dei carabinieri per aiutare le indagini. Gli inquirenti seguono anche la pista di un eventuale trasferimento dei beni all'estero. Jarach ha escluso categoricamente la matrice politica del furto.
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