Caso «Madre», il consiglio d'amministrazione della Fondazione Donnaregina respinge le proposte di modifiche allo statuto deliberate dalla giunta regionale i1 3 dicembre scorso e si dichiara «disponibile a rimettere fin da ora al presidente della Regione Campania le cariche ricoperte». Dimissioni polemiche sul futuro del museo, sottolineano il presidente Forlenza e il consigliere Bonito Oliva. L'assessore Miraglia replica: «Decisione premedidata e irresponsabile». Diversa la posizione del direttore Cicelyn: «Dimettermi? Sono un dipendente, posso solo essere licenziato». Museo, i consiglieri del cda «No alla modifica dello statuto, così la gestione passa alla politica» Caso Madre, lo stillicidio potrebbe conoscere la dirittura d'arrivo. Il consiglio d'amministrazione della Fondazione Donnaregina respinge le proposte di modifiche allo statuto deliberate dalla giunta regionale il 3 dicembre scorso, e comunicate alla Fondazione il 14 gennaio, e si dichiara «disponibile a rimettere fin da ora al presidente della Regione Campania le cariche ricoperte». Lo ha affermato Oberdan Forlenza, presidente della Fondazione, al termine della riunione del cda del museo di arte contemporanea che si è svolta ieri mattina presso lo studio del notaio, e consigliere, Enrico Santangelo, con la partecipazione in teletrasmissione del vicepresidente, Achille Bonito Oliva, e del direttore del Madre,'Eduardo Cicelyn, al quale erano state affidate le funzioni di segretario. Forlenza si è premurato di inviare immediatamente la delibera assembleare agli uffici di gabinetto della presidenza regionale, e di telefonare per accertarsi che la comunicazione fosse giunta. «Abbiamo saputo dai giornali delle modifiche ipotizzare, mai nessuna comunicazione dal 3 dicembre al 14 gennaio...». «Il punto fondamentale - ha affermato il presidente della Fondazione - è che il Madre rischia di chiudere, siamo giunti ad un punto che, così stando le cose, non consente di programmare, né di portare avanti in modo decoroso le attività del museo, che si è conquistato un posto di rilievo nel mondo dell'arte contemporanea, a livello internazionale. E' non è una questione di soldi, capiamo le ragioni di bilancio, di contenere le spese, è la strategia politica che sta dietro che ci induce a prendere questa decisione». Nel merito, evidenzia: «Abbiamo studiato attentamente la proposta e la delibera regionale non sta in piedi sotto il profilo tecnico-giuridico. Non sono state richieste modifiche di piccolo dettaglio, ma sostanziali che determinano un modello di museo diverso da quello attuale, da struttura pubblica a sistema pubblicoprivato. Non sono, non siamo contro l'ingresso dei privati, ma non ci convince la stesura della modifica prospettata». Al telefono rincara la dose Achille Bonito Oliva «Le modifiche proposte costituiscono il totale snaturamento della Fondazione, privandola di ogni autonomia gestionale e non garantendo la libertà delle scelte culturali. Si introduce una forte dipendenza dalla politica, anzi da un solo soggetto, il governatore». Parere negativo sulle proposte regionali anche da parte del consigliere Enrico Santangelo. Cicelyn chiarisce che lui, dirigente regionale, non si dimette: «Dimettermi? Sono un dipendente, posso solo essere licenziato». La Regione accoglierà le osservazioni del cda?. «Ipotesi solo teorica - commentano Forlenza e Santangelo - le abbiamo presentate, allo scopo di provocare una svolta che arresti lo scenario di un Madre sacrificato, e chiuso, per questioni di pura contrapposizione politica».
Napoli. Bufera sul Madre, ultimo duello tra Regione e Cda
Il consiglio d'amministrazione della Fondazione Donnaregina ha respinto le proposte di modifiche allo statuto deliberate dalla giunta regionale il 3 dicembre scorso. La Fondazione si è dichiarata disponibile a rimettere fin da ora al presidente della Regione Campania le cariche ricoperte. Il presidente della Fondazione, Oberdan Forlenza, ha affermato che il Madre rischia di chiudere a causa delle modifiche proposte, che non sono state richieste ma sostanziali che determinano un modello di museo diverso da quello attuale. Il direttore del Madre, Eduardo Cicelyn, ha chiarito che lui, dirigente regionale, non si dimette e che la Regione accoglierà le osservazioni del cda.
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