«QUESTA Soprintendenza evidenzia i danni che potrebbero derivare al contesto di rilevantissimo valore storico artistico a seguito della realizzazione di un tunnel sotterraneo a piazza del Gesù». Oggetto della nota, firmata dal numero uno dei Beni Culturali, Enrico Guglielmo: "Collegamento con tunnel sotterraneo con la stazione della metropolitana di piazza Dante". La lettera porta la data del 21 ottobre scorso ed è indirizzata al parroco dell'Immacolata al Gesù Nuovo", Pasquale Puca, che in più di un'occasione ha mostrato il suo disappunto alla realizzazione del sottopasso. Cinque righe secche, che si concludono con una bordata all'amministrazione comunale: «In ogni caso l'intervento deve ottenere il preventivo nulla osta di competenza». Della Soprintendenza, naturalmente. Ma qui, fa capire Gugliemo, non è arrivato alcun progetto. Allegata alla nota, un'altra lettera firmata da Guglielmo e che porta la data del 18 giugno 2004, periodo in cui divampò la polemica tra il consiglio circoscrizionale di Avvocata-Montecalvario-San Giuseppe e gli intellettuali (che bocciavano il tunnel, in un'area tutelata dall'Unesco, come "inutile, dannoso e costoso") e il vicesindaco Rocco Papa, che replicava: «Difenderò la scelta che ha fatto il Comune: non ci fermeranno consigli e salotti culturali». La lettera della Soprintendenza del 18 giugno è indirizzata al sindaco Rosa Russo Iervolino, al vice sindaco Papa, alla circoscrizione Avvocata Montecalvario e alla Soprintendenza per i Beni Archeologici. Una lettera che senza mezzi termini frena sul sottopasso e mette in mora per la prima volta l'amministrazione: «Non risulta pervenuto a questo ufficio alcun progetto per la necessaria e preventiva autorizzazione ai sensi di legge trattandosi di ambito urbano sottoposto a tutela». E spiega perché: l'intervento è relativo a una delle più importanti e conosciute zone del centro storico napoletano, connotata dalla presenza di pregevolissime architetture quali la chiesa del Gesù Nuovo, la chiesa e il convento di Santa Chiara, la Guglia dell'Immacolata e Palazzo Pignatelli. Guglielmo si dice preoccupato perla eventuale "ubicazione di un qualsiasi manufatto che rischierebbe di alterare i rapporti volumetrici e cromatici dello storico spazio e la percezione visiva dei monumenti che la definiscono". Ma il numero uno di Palazzo Reale fa di più. Rinvia, per le opere relative al sottopasso, anche al giudizio della Soprintendenza Archeologica: «A parte l'eventuale presenza di reperti di epoca greca e romana si ricorda che piazza del Gesù era attraversata da un tratto della murazione di età ducale". Guglielmo, dunque, "blinda" la piazza. E chiude la lettera con una richiesta più che esplicita: "Questa Soprintendenza resta inattesa del progetto del sottopasso e della sistemazione delle relative uscite sulla piazza per le valutazioni di propria competenza». Dopo cinque mesi, dunque, ancora non è stato presentato dall'amministrazione comunale alcun piano di intervento. Una circostanza che allarma la circoscrizione e centinaia di intellettuali, fondazioni, docenti universitari e rappresentati del clero (fra gli altri, don Pasquale Puca, i francescani e le clarisse di Santa Chiara) che fin dall'inizio hanno stroncato la realizzazione del sottopasso. «Ci preoccupa questo silenzio», spiega padre Puca. «Non vorrei che gli amministratori pensino di scavare tunnel senza il minimo di trasparenza negli atti». Di più, Pino De Stasio, presidente della commissione Turismo della circoscrizione interpreta l'ultima nota della Soprintendenza, quella indirizzata a padre Puca, come un passo indietro di Guglielmo: «Pensavamo che il parere fosse già stata espresso definitivamente in maniera negativa e non ci fossero margini e possibilità di ripresa di un progetto sciagurato ed inutile».