L'affondo della senatrice De Feo: ben vengano i privati, ma bisogna accelerare su scelte e progetti Della Valle incontra i suoi amici imprenditori per la cordata salva-scavi POMPEI. Oggi a Napoli Diego Della Valle incontrerà, in forma privata, alcuni «amici imprenditori napoletani» per fare l'appello e stabilire chi vuole contribuire, in termini economici, alla «rinascita dell'area archeologica pompeiana». Ma intanto sull'intervento dei privati si moltiplicano le prese di posizione. «Siamo felicissimi dell'impegno degli industriali campani, però Pompei non ha bisogno di fondi - dichiara la senatrice Diana De Feo, della commissione Beni culturali -. I soldi ci sono, visto che Pompei è una soprintendenza speciale che può disporre dei soldi degli incassi, il problema è di tipo gestionale. Manca il mezzo e la volontà di spendere i soldi per il recupero dell'area». Mille e 500 domus, 90 chilometri di muri, 66 ettari di cui 44 scavati. «Una realtà infinità difficile da salvaguardare - incalza la De Feo - che, però, il commissariamento era riuscito, con lavori straordinari, ad intervenire sui casi più urgenti superando i muri della burocrazia». La senatrice Diana De Feo ieri ha partecipato a un convegno a Napoli proprio su Pompei e da qui ha lanciato l'attacco al provvedimento di chiusura degli scavi in caso di pioggia, disposto dalla soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro. «È una follia - afferma l'esponente del Pdl -. Non è mai successo una cosa del genere nella storia secolare degli scavi pompeiani. Chiudere Pompei è scandaloso. Credo che la nuova soprintendente non abbia ancora preso visione della realtà pompeiana, altrimenti non si spiegherebbe tale assurda decisione. Dopo tutto quanto di buono è stato fatto dal commissariamento (aperture di nuove domus, percorsi per disabili, potenziamento del sistema di illuminazione e della video sorveglianza, recupero di affreschi, nuovi restauri e coperture delle domus con tetti all'avanguardia) si ritorna alla vecchia gestione della soprintendenza che chiude l'area archeologica quando piove e boccia il provvedimento che disciplina le guide turistiche promosso dal commissario. Il commissariamento è nato da una realtà disastrata, dove i fondi c'erano ma non erano spesi. Il fatto - attacca la De Feo - che il denaro non speso delle casse della soprintendenza fosse ritornato al Tesoro, è stato scandaloso. II commissaria-mento del luglio 2008 è sembrata la via più rapida risolvere questa situazione. Ora, come la neve al sole, si scioglie quanto di buono è stato fatto per Pompei da due anni a questa parte». Sulla manutenzione della città degli Scavi il fronte si allarga. Torna alla ribalta la proposta avanzata dal sindaco di Pompei Claudio D'Alessio, che ha messo a disposizione il personale del comune e che amministra per ripristinare la manutenzione ordinaria della città archeologica. «Chiederò con urgenza chiarimenti alla soprintendenza - ha sottolineato la senatrice - sul perché non è stata ancora data una risposta positiva ad una proposta così vantaggiosa per il sito e riferirò al ministero».
Pompei: i fondi ci sono, incapaci di spendere
La senatrice Diana De Feo ha lanciato un attacco contro la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro per il provvedimento di chiusura degli scavi in caso di pioggia. De Feo afferma che chiudere Pompei è scandaloso e che la nuova soprintendente non ha ancora preso visione della realtà pompeiana. La senatrice sostiene che il commissariamento ha fatto molti progressi per la città degli scavi, come l'apertura di nuove domus, percorsi per disabili e potenziamento del sistema di illuminazione. De Feo ha anche criticato il fatto che il denaro non speso delle casse della soprintendenza fosse ritornato al Tesoro.
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