«La bellezza del sacro» prevede la digitalizzazione delle opere d'arte contenute in 100 chiese di particolare pregio di Roma, «per rinnovare e proiettare verso il futuro - così è scritto nel sito del ministero per l'Innovazione Tecnologica - i beni del grande patrimonio sacro della capitale, rappresentato da oltre duemila chiese e 1500 istituti religiosi di valore artistico e culturale». Un'operazione dal duplice scopo: innanzi tutto quello turistico-culturale, perché il network è destinato ad avere un impatto promozionale, soprattutto all'estero, dei beni del patrimonio artistico italiano in generale, ed in questo caso quello dei capolavori presenti nelle chiese della capitale. Il secondo è quello di avere un panorama completo dei beni delle chiese, sia in caso di furti che di qualsiasi altro danno possano malauguratamente ricevere. Anche per questo il nome scelto, quello di Ildefonso Rea, l'abate che grazie alla documentazione raccolta permise la ricostruzione del monastero dì Montecassino. Secondo il servizio di Arte sacra e Beni culturali del Vicariato di Roma diretto da monsignor Renzo Giuliano, l'operazione che per la nostra città prevede un contributo di 2 milioni e oltre settecentomila euro darà lavoro nei prossimi due anni a circa 320 persone, per la maggior parte storici dell'arte. Il programma complessivo prevede invece un finanziamento di otto milioni di euro, e vuole raggiungere l'opportunità di evitare la dispersione del grande capitale culturale custodito dalla Chiesa cristiana specialmente nelle Diocesi presso le quali il rischio è maggiore, come a Lucca o nel Molise, oppure in Piemonte, soprattutto per motivi turistici, perché nel 2006 vi saranno le Olimpiadi della neve. «È un progetto all'avanguardia, di grande utilità e di notevole impatto promozionale soprattutto all'estero», ha osservato nel presentarlo e nel sito del Ministero il Ministro per l'Innovazione tecnologica Lucio Stanca.