La vera storia dello scontro fra Palazzo Vecchio e i vertici del Polo museale Prima della disputa feroce sul David, delle critiche sdegnose per il Ponte Vecchio sponsorizzato e apparecchiato dalla soprintendenza, prima degli accordi nati tra Arcore e Roma, il massimo del cortocircuito o delle invasioni di campo (nella storia recente di Firenze) lo provocò il professor Antonio Paolucci. Era il 26 ottobre 2002, all'epoca era soprintendente al Polo museale, prima di Cristina Acidini. Quel giorno con una dichiarazione choc tirò le orecchie all'amministrazione Domenici: «Firenze è uno zingaraio, il cortile degli Uffizi è un bronx monumentale». Oggi che dice Paolucci: «Niente, non giudico. Sono cambiati gli uomini e le situazioni». Prima di allora nessun altro assessore, come ha fatto invece Giuliano da Empoli, si sarebbe permesso di rispondere così e soprattutto pubblicamente alle seppur feroci critiche delle direttrici di due importanti gallerie (Franca Falletti dell'Accademia e Annamaria Giusti della Gam): «Mi sembrano le zie del film Arsenico e vecchi merletti. Dopo anni di immobilismo adesso nel loro giardino vorrebbero seppellire il nuovo corso culturale fiorentino e l'accordo siglato dal sindaco con il ministero dei Beni Culturali». Cosa c'è alla base di questo scontro senza precedenti tra Comune e funzionari del Polo museale? Dipende solo dall'accordo romano tra il sindaco Matteo Renzi e il ministero? Per il professore Antonio Pinelli, ordinario di storia moderna all'Università di Firenze, la faccenda è più complessa. E ha radici più profonde: «Ho l'impressione che la contesa si sia fatta così aspra perché sono entrati in gioco fattori economici, di potere, di immagine. Chi prima aveva una sorta di egemonia culturale in città ora non vuole vedersi levare questa autonomia, questo potere non discusso». Le schermaglie infatti sono cominciate da subito. Si dice che l'assessore da Empoli già nella prima riunione con la soprintendente Acidini (si discuteva dell'apertura del Corridoio Vasariano) abbia messo sul tavolo il piatto più desiderato dal Comune: la card unica dei musei (in vigore dal 14 febbraio). E che la reazione della soprintendente sia stata di chiusura totale. Tanto da costringere Palazzo Vecchio a cercare sponde altrove, a Roma. Per poi farlo digerire al Polo museale a cose fatte. Stesso percorso per il protocollo d'intesa presentato il 13 gennaio scorso da Renzi e il sottosegretario Gianni Letta. Così si torna all'oggi. Alla disputa sull'80-20. Su quel 20 degli incassi dei musei statali che per i prossimi tre anni andranno a finanziare il secondo lotto dei Nuovi Uffizi. E su cui dal 2014 il Comune potrà mettere becco: elaborare progetti per poi sottoporli ad una commissione del Ministero. Il punto poco chiaro nella convenzione siglata a Roma dal sindaco e da Letta il 13 gennaio semmai è un altro. Quel 20 di introiti andranno a sostituire il fondo di solidarietà con cui il Polo museale aiutava i beni culturali delle altre città? O saranno soldi in più che verranno a mancare dalle casse del Polo? Questo è il timore di Acidini che ieri sul Giornale della Toscana ha ribadito: «Pagheremo per tutti. Da Firenze, dalle categorie, solidarietà solo verbale. Anche l'Ente Cassa ha dimezzato il suo contributo». «E' vero replica il presidente Michele Gremigni ma non casca il mondo e dal 2006 solo per le mostre abbiamo contribuito con 6,3 milioni di euro». Acidini cerca sponsor, teme che l'accordo di Roma diventi «il sacco» del Polo museale. Questo il motivo che spingerà con tutta probabilità l'aumento del prezzo del biglietto degli Uffizi fino a 10 euro, magari già da giugno, quando saranno consegnate le sale degli stranieri. E la soprintendente Acidini che dovrà proporre l'aumento (già il 3 marzo?) al tavolo del comitato che si riunisce negli uffici della soprintendente regionale Maddalena Ragni. «Il Polo sta studiando come riassestare il bilancio. L'incremento dei biglietti è una possibilità dice Ragni I battibecchi col Comune? Le posizioni non coincidono, ma almeno si parla. Quando è tutto fermo è peggio». In realtà dice il professor Pinelli «Firenze negli ultimi 15 anni si è svegliata, forse troppo. Già con Paolucci aveva dato vita a un numero elevato di mostre, forse anche eccessivo. Dietro c'è un centro di potere, una forza economica. Ed è successo che Renzi è entrato nella partita e che il Comune, anche con iniziative di arte contemporanea di qualità, è entrato nella partita». Dunque il problema sono i soldi? «Il problema vero conclude il professore non è tra Renzi, da Empoli e Acidini che a sua volta tende ad autonomizzarsi rispetto allo Stato. Ma nel rapporto tra Stato e organi periferici. In questo senso auspico che Palazzo Vecchio e il polo museale facciano fronte comune nei progetti da finanziare, altrimenti i fondi per Firenze sarebbero solo una partita di giro senza senso. Gli introiti dei musei non sono intoccabili, quello che è toccabile è che il Ministero decida in autonomia a chi dare e a chi no». Alessio Gaggioli Le donne del ministero in città Cristina Acidini Soprintendente del Polo Museale Fiorentino dal 1 ottobre 2006. Ha ricoperto prima la carica di Soprintendente vicario peri Beni Artistici e Storici di Firenze, poi ha diretto l'Opificio delle Pietre Dure Alessandra Marino Soprintendente per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Mistici ed Etnoantropologici di Firenze dal 21 agosto 2009 Franca Falletti Direttrice della Galleria dell'Accademia. Autrice di libri come "Il David di Michelangelo. Un capolavoro dopo il restauro" e "Intorno al David. La grande pittura del secolo di Michelangelo" Maddalena Ragni Direttrice Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana dal 24 agosto 2009. E' stata vicecapo di gabinetto del Ministro Giovanna Melandri Annamaria Giusti Direttrice della Galleria d'Arte Moderna in Palazzo Pitti. E' autrice di "Firenze, San Giovanni. I mosaici della cupola" e "L'arte delle pietre dure da Firenze all'Europa" Monica Maria Angeli Direttrice della Biblioteca Marucelliana Vera Valitutto Direttrice della Biblioteca Laurenziana dal 2010 Maria Letizia Sebastiani Direttrice della Biblioteca Nazionale dal 23 novembre 2010
Firenze. Renzi-Acidini. Il duello della cultura e dei biglietti
Il Comune di Firenze e il Polo museale si sono scontrati per il controllo dei fondi destinati ai musei statali. Il sindaco Matteo Renzi e il ministro dei Beni Culturali Gianni Letta hanno firmato un accordo a Roma, che prevede che il Comune riceva il 20% dei proventi dei musei. Il Polo museale, guidato dalla soprintendente Cristina Acidini, ha reagito con fermezza, affermando che il 20% dei fondi andranno a finanziare la solidarietà con le altre città. Il professore Antonio Pinelli, ordinario di storia moderna all'Università di Firenze, ha spiegato che il problema non è tra i leader, ma nel rapporto tra Stato e organi periferici.
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