L'accordo tra il ministro Bondi e il sindaco Renzi sui temi culturali di Firenze sta suscitando polemiche, soprattutto a livello di gestione dei soldi. Ma, considerata la sua presenza a Firenze, ieri il sottosegretario ai beni culturali, Francesco Giro, ha detto che se la soprintendente Acidini non è d'accordo, la parte dei soldi che dovrebbe essere destinata alla lotta al degrado urbano, può essere trattenuta. Cioè può rimanere a Firenze, così come il 20 destinato al fondo di solidarietà per gli altri musei quest'anno non è stato richiesto a Firenze. E quindi c'è tutto. «Fatto 100 l'incasso del Polo Museale - ha detto Giro - il 20 può essere (e ripeto "può essere") impiegato per finanziare dei progetti proposti dal Comune ma condivisi anche noi per valorizzare il patrimonio culturale della città e combattere il degrado urbano, malattia diffusissima nei centro storici delle grandi città d'arte. Ma andiamo con ordine. A fine anno il ministro ha facoltà di destinare, ma non è sempre accaduto, parzialmente dei fondi per intervenire su altre realtà. C'è poi la questione suddetta del 20 da destinare a interventi proposti dal Comune. Non si può dire che sono soldi tolti ai musei perché sono progetti integrati, condivisi. E' un modello - ha proseguito Giro - per me importante perché finalmente unisce la missione del Polo e del Comune che a volte non sono riusciti a dialogare. Questa volta riusciremo a incidere su questo rapporto. Per quanto riguarda Firenze, Renzi propone dei progetti, noi firmiamo l'intesa e fino al 20 noi concorriamo. E non è vero che se il Polo fiorentino dà questi soldi entra in sofferenza. È vero che Renzi non ha soldi suoi, non può disporne e occorre l'intesa dei dirigenti locali, con la soprintendente Acidini. Quindi se lei dice: "no, non sono d'accordo"... i soldi non vanno via. Se lei non vuole, i soldi rimangono al Polo. Lei lo sa benissimo anche se poi si sente bersagliata. È un po' un giardino d'infanzia: bisogna uscire da questa sorta di minorità, direbbe Kant. Loro si sentono direttori di niente, invece dirigono poli museali integrati nella città. Devono perdere questo loro atteggiamento falsamente innocente, sono maggiorenni, adulti, devono lavorare per la città e non contrapporsi. Devono condividere di più e se lo fanno non è che vengono a perdere il loro potere, perché è il ministero che dà l'intesa, ma devono uscire da questa logica di corpi separati, in cui ognuno fa il suo e prevarica sull'altro.