Arrivano assicurazioni dal sottosegretario Giro mentre infuria la polemica Comune-Sovrintendenze: «No al muro contro muro» Il sottosegretario Giro: Più dialogo tra sindaco e sovrintendenti E agli Uffizi biglietto a 15-20 euro Non c'è niente da fare, il modello Renzi-Bondi docet, e indietro non si torna. Neanche se nei primi anni priverà il Polo museale di una quindicina di milioni di euro. E neanche se gran parte dei direttori dei più importanti musei statali protestano, come hanno fatto a gran voce la direttrice della Galleria dell'Accademia Franca Falletti e la collega della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti Annamaria Giusti che, oltretutto, è anche membro del Cda della sovrintendenza fiorentina. Ne è convinto il sottosegretario del ministero dei beni culturali Francesco Giro, ieri in città per l'inaugurazione della mostra dell'artista russo Suskov. Onorevole Giro, in molti pensano che nell'accordo Mibac-Palazzo Vecchio, il solo a guadagnarci è il ministero, che non finanzierà più il cantiere dei Grandi Uffizi. «Al di là dell'immediato, ciò che conta è aver definito un nuovo modello di collaborazione fra sovrintendenze e comuni. Firenze può dimostrare che si possono abbattere le barriere in favore di progetti culturali condivisi e sconfiggere, per esempio, uno dei mali oscuri delle nostre città d'arte: il degrado. Crediamo molto nel modello Renzi-Bondi». E come si fa? «Costringendo i nostri sovrintendenti e direttori di museo a uscire dalle torri d'avorio, a lavorare di più sul territorio e a vivere di più le loro città. Sono bravissimi ma spesso operano in maniera separata dagli amministratori locali, a volte muro contro muro». Come dire, la sovrintendente al polo museale Cristina Acidini dovrà decidere insieme al sindaco come spendere parte degli incassi dei musei. «La sovrintendente Acidini è uno snodo importante di questo accordo e dovrebbe affrontarlo con orgoglio, perché non avrà mai un ruolo subalterno nelle decisioni. E sia chiaro: neanche un euro passerà dalle casse dello Stato a quelle del Comune. E se la sovrintendente non condivide una scelta il sindaco non potrà nulla su quei soldi lì. I sovrintendenti avranno sempre un forte potere decisionale, ma non si può pensare che a volte, fra loro e i sindaci, ci sia un dialogo fra sordi». Ma il ministero non finanzierà più il cantiere degli Uffizi. «Intanto ha coperto tutto il primo lotto. Per i 17 milioni del secondo vediamo: la maggior parte sarà finanziato dagli incassi del Polo, ma quello che manca lo metterà Roma». E' giusto aumentare il biglietto degli Uffizi? E di quanto? «Di quanto vogliamo. Si può arrivare a 15-20 euro... E' il museo più bello del mondo, non teme concorrenza nè col Louvre nè con altri, sia per la sua storia, sia per quello che custodisce e che rappresenta. E se uno lo vuole vedere è giusto che paghi». E con la pensilina di Isozaki che si fa? «Vedremo. Ci sono due scuole di pensiero profondamente contrapposte. Per ora non si fa niente». Ci dia qualche buona notizia sul Maggio Musicale, massacrato dai tagli del Fus. «Ce l'ho. E' pronto l'emendamento che reintegra il Fondo Unico dello Spettacolo dagli attuali 254 ai 420 milioni del 2010. Questo consentirà di evitare la catastrofe paventata per la nostra cultura. In pratica abbiamo deciso che ognuno avrà esattamente gli stessi stanziamenti dell'anno scorso, compreso il Maggio. Di questi tempi non è poco».
Firenze. Il Maggio riavrà i fondi del 2010. Sui musei stop al muro contro muro
Il sottosegretario del ministero dei beni culturali, Francesco Giro, ha affermato che il modello di collaborazione tra sovrintendenze e comuni, definito con l'accordo tra il ministero e il Palazzo Vecchio, è un passo avanti per la cultura. Giro ha anche affermato che il ministero non finanzierà più il cantiere degli Uffizi, ma che il Polo museale potrà decidere come spendere parte degli incassi dei musei. Il modello prevede che i sovrintendenti e i sindaci lavorino insieme per decidere come spendere i fondi, e che i sovrintendenti abbiano un ruolo decisionale forte.
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