Parla Montera. d. g. di Promuovi Italia: grazie a fondi nazionali e comunitari il rilancio è in corso La Puglia è un buon esempio, ma il Belpaese dev'essere valorizzato Al turismo italiano manca un piano di marketing capace di valorizzare le potenzialità dell'offerta del Belpaese. Secondo Francesco Montera, direttore generale di Promuovi Italia, l'agenzia che opera alle dipendenze del dipartimento del turismo della presidenza del consiglio dei ministri e partecipa all'attuazione dei programmi per il rilancio della competitività nazionale del ministero dello sviluppo economico, il comparto turistico italiano può essere rilanciato, grazie a nuove idee a e a risorse. «Le strutture devono essere ulteriormente valorizzate, così come la rete dei trasporti, soprattutto al Sud», dice Montera a ItaliaOggi. «Mancano ancora le grosse aggregazioni industriali in grado di gestire un ricambio della domanda, così come spesso gli alberghi non hanno un sufficiente numero di posti letto». Esistono, tuttavia, delle «aree di eccellenza che rendono Promuovi Italia particolarmente orgogliosa: la Puglia nell'interezza del suo territorio, ha degli indici particolarmente buoni», prosegue il d.g. segnalando come il tacco dello Stivale sia riuscito nel giro di circa quattro anni a «fare un buon lavoro infrastrutturale e investendo moltissimo sulla diversificazione del prodotto da offrire al turista italiano e straniero». Un investimento di 800 milioni in due anni. secondo Montera, «potrebbe rendere le quattro regioni del cosiddetto Obiettivo di convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, ndr) un modello per il resto del paese». Attraverso i fondi nazionali e comunitari è in corso un rilancio senza precedenti delle attività ricettive del Sud, i cui numeri parlano da sé: «Dall'aprile 2006 al giugno 2010 abbiamo realizzato ben 3.537 percorsi on the job, ossia stage e tirocini formativi, con un risultato record occupazionale del 66,21. Mi piace sottolineare, però, che l'indotto di questa strategia per dare lavoro agli operatori turistici è sicuramente più elevato, poiché la formazione è avvenuta sia nella nostra penisola, sia in molti paesi esteri, come la Russia e la Cina, e c'è chi è rimasto a prestare servizio oltre confine grazie al nostro intervento». Quello descritto da Montera è il programma «Lavoro Sviluppo Turismo», che ha usufruito di un finanziamento comunitario di oltre 30 milioni di euro del Fondo sociale europeo e, per questo, è stato indirizzato a ben sei regioni, ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, tutte regioni cosiddette ex Obiettivo 1. Ciò che distingue l'attività di Promuovi Italia da quanto messo in campo da altre agenzie governative con Italialavoro e Invitalia è che «noi non forniamo denaro alle imprese, ma diamo sostegno dall'inizio alla fine, facendo sì che i tirocinanti abbiano dei tutor e che i datori di lavoro possano contare sul nostro supporto per qualunque esigenza abbiano», spiega il direttore generale, sicuro della bontà di questo metodo, «perché abbiamo dimostrato di poter ottenere degli ottimi risultati senza delegare a terzi, o trasferire buone prassi, ma gestendo l'intero percorso del programma». Tornando al caso Puglia, Montera ricorda la ricetta vincente adottata dagli imprenditori pugliesi. «Hanno puntato, e hanno avuto ragione, sul sistema delle masserie, oltre che sulle splendide località nei pressi del mare, e sui centri di benessere che stanno fiorendo continuamente». Il direttore generale, inoltre, guarda con soddisfazione anche agli sforzi che vengono effettuati in Sicilia, dove «dove magari l'organizzazione è a macchia di leopardo, tuttavia assistiamo a dei continui miglioramenti di cui possono beneficiare i tantissimi visitatori che ogni anno affollano l'isola».