Giuliano Da Empoli Assessore alla Cultura del Comune di Firenze La direttrice della Galleria dell'Accademia, Franca Falletti, e la direttrice della Galleria d'Arte Moderna Annamaria Giusti, hanno recentemente criticato l'accordo fra il Comune e il Ministero dei beni culturali, circa l'utilizzo del 20 degli incassi del Polo Museale fiorentino, sostenendo che ciò non porta nuove risorse alla città, ma solo uno spostamento del potere decisionale. Ai loro punti di vista replica l'assessore alla cultura di Palazzo Vecchio, Giuliano da Empoli. «Alcune funzionarie fiorentine vorrebbero seppellire il nuovo corso dell'amministrazione comunale. Le direttrici della Galleria dell'Accademia Franca Falletti e della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti Annamaria Giusti sembrano le zie del film 'Arsenico e vecchi merletti': dopo anni di immobilismo adesso nel loro giardino vorrebbero seppellire il nuovo corso culturale fiorentino e l'accordo siglato da sindaco Matteo Renzi con il ministero dei beni culturali. La micro offensiva mediatica scatenata oggi (ieri per chi legge, ndr) dalle direttrici Falletti e Giusti è sconcertante e persino patetica nella forma e nel merito. Quanto alla forma, è incredibile, ulteriore segnale che viviamo tempi da 'basso impero', che due funzionarie usino un linguaggio e termini squisitamente politici (da "il David non è del Comune" a "il berlusconismo ha fatto scuola") , poco rispettosi nei confronti dell'istituzione da cui dipendono. Ma anche nel merito le direttrici sbagliano e, come soggetti immobili che per anni hanno gestito in maniera immobile i beni loro affidati, con anche situazioni di degrado francamente imbarazzanti (del resto abito in via Ricasoli e so bene qual è la situazione dei 'bivacchi' che i turisti sono costretti a sopportare per poter ammirare il David), vorrebbero continuare a gestire i fondi nello stesso modo per sempre. Auspichiamo di riuscire ad attrarre fondi aggiuntivi per Firenze, mentre loro danno per scontato che non sarà così: ma il Comune ha avviato adesso il processo di implementazione del protocollo sottoscritto a Roma il 13 gennaio, attraverso la messa a punto e la sottoscrizione dei specifici provvedimenti attuativi che sono in fase di elaborazione. Il loro atteggiamento mi ricorda quello di certi mandarini che si lamentano di aver perso il controllo di fondi che hanno male amministrato e che, in un processo di federalismo sempre più marcato, è logico vadano indirizzati verso l'ente che ha mostrato dinamismo e freschezza come l'attuale amministrazione comunale.