Due direttrici contro Renzi sui fondi, da Empoli evoca le zie del film e accusa l'immobilismo L'accordo di Renzi con il ministero dei beni culturali? «Una rapina», hanno tuonato Falletti e Giusti, altroché nuovi fondi per i musei. Ma l'assessore da Empoli non ci sta, e per replicare alle direttrici della Galleria dell'Accademia e della Galleria d'Arte moderna di Palazzo Pitti evoca «le vecchie zie di Arsenico e vecchi merletti». Lo scontro è di «forma» e di «sostanza», dice l'assessore alla cultura di Palazzo Vecchio Giuliano da Empoli nel rispondere «alla micro offensiva mediatica delle direttrici della Galleria dell'Accademica e della Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti, Franca Falletti e Annamaria Giusti». Giusti e Falletti che all'assessore sembrano «le zie del film Arsenico e vecchi merletti». Partiamo dalla forma. Le due direttrici hanno rotto la tregua tra Comune, soprintendenze e funzionari dello Stato che in realtà è sempre stata molto fragile. Su Repubblica e Nazione ieri hanno contestato l'accordo romano che riguarda la «spartizione» degli incassi dei musei statali. Giusti in un breve intervento si è detta sconcertata dai «commenti travisanti a proposito della "vittoria" riportata dal sindaco Renzi con l'impadronirsi del 20 degli introiti dei musei statali». Ma Renzi, secondo la direttrice di Palazzo Pitti «non ha reperito fondi aggiuntivi per Firenze come sarebbe stato auspicabile». Si è trattato, per Giusti, «di una rapina del nostro preteso Robin Hood» e «siamo messi male se non si è più in grado di discernere ciò che è da ciò che viene conclamato: il berlusconismo ha fatto scuola e tra gli allievi più diligenti spicca Renzi». Faletti nella «forma» è stata più contenuta pur ribadendo gli stessi principi della collega, ma ha rimarcato che il «David non è del Comune». Al posto del sindaco ha risposto da Empoli. E lo ha fatto in maniera piccata «Partiamo dalla forma. Sono intollerabili, patetiche e incredibili le parole usate da Falletti e Giusti. Un ulteriore segnale che viviamo tempi da basso impero se due funzionarie statali usano un linguaggio e termini squisitamente politici, poco rispettosi nei confronti dell'istituzione da cui dipendono». Giusti controreplica: «Le zie di Arsenico e vecchi merletti? I commenti da giovane rottamatore dell'assessore meritano poche risposte. I ripetuti scontri con questa amministrazione? Dal momento che siamo vecchie cariatidi, se ora ci risentiamo vuol dire che rispetto al passato qualcosa è cambiato. Noi siamo super partes, non inseguiamo i consensi come gli amministratori degli enti locali». Falletti glissa: «Alla mia età, con sei figli, vecchia zia è un complimento. L'importante è ripetere che a Firenze non sono arrivati soldi in più». Ma se è davvero così, perché né Giusti, né Falletti hanno criticato l'altro protagonista di quell'accordo: il ministero? «La soprintendente Acidini non è stata chiamata in causa. E credo che il ministero sia stato l'unico a guadagnarci perché i soldi per completare gli Uffizi usciranno da Firenze, mentre prima li avrebbe dovuti sborsare Roma». «L'accordo è tra governo e sindaco dice ancora Giusti Bondi non era presente, era dietro le quinte. Non so se plaudente, ma era dietro le quinte». Da Empoli però entrando nel merito delle accuse delle due funzionarie torna sulla loro teoria della «rapina» a Firenze: «Come soggetti immobili che per anni hanno gestito in maniera immobile i beni loro affidati, con anche situazioni di degrado francamente imbarazzanti (abito in via Ricasoli e vedo i bivacchi che i turisti sono costretti a sopportare per poter ammirare il David) vorrebbero continuare a gestire i fondi nello stesso modo per sempre. Noi auspichiamo di riuscire ad attrarre fondi aggiuntivi per Firenze, mentre loro danno per scontato che non sarà così». Il Comune, spiega l'assessore, ha avviato il processo di attuazione del protocollo sottoscritto a Roma il 13 gennaio con da messa a punto e la sottoscrizione dei specifici provvedimenti in fase di elaborazione». In questi giorni, conclude da Empoli «si sta discutendo di federalismo e credo che il fatto che il Comune potrà dire la sua su una parte di questi fondi abbia provocato la scomposta reazione della burocrazia locale». La soprintendente del Polo Museale Fiorentino Cristina Acidini invece riflette sul modo «di far rientrare del denaro che esce da un'altra parte». Ma almeno per ora siccome la pratica deve partire dal suo ufficio non è all'ordine del giorno (come confermano anche dal ministero) l'aumento dei biglietti dei musei, su tutti gli Uffizi: «E' una insistente congettura che io non ho confermato spiega Acidini è stato l'onorevole Paolo Bonaiuti a proporlo, ma questo non vuol dire che ci sia una istruttoria in corso. La strada può essere verosimile, perché dovremo recuperare il denaro che esce, ma sono io che devo avviare la pratica nel caso in cui si decida di procedere in tal senso e non l'ho ancora avviata». Di chi è il David Lo scontro più importante tra Comune e soprintendenza è quello sulla proprietà del David di Michelangelo rivendicata da Palazzo Vecchio Pulire i muri Alla fine dell'anno scorso il sindaco Renzi annunciò e fece una ordinanza per la cancellazione dei graffiti dai muri del lungarno Archibusieri di competenza della soprintendenza Pubblicità Palazzo Vecchio, il sindaco e poi l'assessore Giuliano da Empoli criticarono e chiesero la rimozione alla soprintendenza della pubblicità delle forchette sui ponteggi del Ponte Vecchio Uffizi Migliorare i servizi, l'apertura notturna e il completamento del secondo lotto dei lavori. Queste le recriminazioni e le richieste del Comune fatte nei mesi a soprintendenza e Ministero