Intervista. L'archeologo Carandini «Città parallela? Meglio puntare su ricostruzioni multimediali» «Quel piano è irragionevole». Andrea Carandini, archeologo di fama internazionale, docente di Archeologia classica e presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, boccia senza appelli il progetto che vorrebbe la nascita di una sorta di «Pompei parallela» accanto alla città antica. Una Pompei dove, come annunciato dal produttore Aurelio De Laurentiis, «accanto al sito archeologico» prenderebbe corpo «una Pompei set cinematografico, firmato da Dante Ferretti» attraverso cui mostrare come era Pompei, metterci degli attori, costruire un hangar e, con l'aiuto degli effetti speciali, creare uno spettacolo per inscenare l'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo». Perché è contrario? «Penso che tutti i fondi che si riusciranno a trovare devono essere impiegati per realizzare rilievi tridimensionali di Pompei, delle sue case, dei suoi monumenti, degli edifici pubblici. Se viene un terremoto noi non potremo per nessuna ragione recuperare la città perché abbiamo documentazioni solo in pianta e non in elevato. I fondi devono essere impiegati per la città, per il suo restauro e non per realizzare una Disneyland accanto all'originale». Dunque boccia l'ipotesi di una Pompei «parallela»? «Pompei è una cosa talmente ben conservata che non ha alcun bisogno di un clone ai lati». Ma se ci sono stati tutti quei crolli... «Appunto: non abbiamo difficoltà a leggere lo scavo, invece abbiamo problemi nella sua conservazione. Insomma, Hollywood è nata dove non ce ne stava un'altra. Una Pompei così riprodotta avrebbe senso appunto a Hollywood. Qua no. Noi abbiamo l'originale». E se la città fosse ricostruita in uno spazio prossimo, per consentire al turista una lettura più semplice degli scavi? «La ritengo una follia. Oltretutto dove la si mette? Pompei è completamente circondata da edifici. Dove costruisce? Sul Vesuvio?Hanno proposto un identico percorso per Roma, ma è già caduto». Ma non sarebbe interessante una pre-visita virtuale? «Se facciamo i rilievi abbiamo la Pompei del tutto recuperata che si potrà far vedere nell'Antiquarium. Sono d'accordo sul fatto che ci vuole una Pompei ricostruita ma deve essere riproposta attraverso l'informatica e la multimedialità, non in concreto. Invece, se noi avessimo i dati potremmo fare una replica di Pompei anche integrandola nelle parti mancanti. E tutti potrebbero entrare nelle case della città, ognuna riproposta attraverso la multimedialità». Pensa a un sito su Pompei? «Esatto, un portale di Pompei per visitare Pompei. Ma un portale, un museo, e non c'è bisogno che sia immenso. Un contenitore dove la gente può entrare a turno. Quel progetto così com'è non va. È divertente ma non va. Io dico lasciate stare il clone e salviamo la Pompei reale».
Pompei.Dico no agli effetti speciali i soldi servono per i restauri
Andrea Carandini, archeologo e presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, è contrario al progetto di creare una "Pompei parallela" accanto al sito archeologico. Secondo Carandini, i fondi dovrebbero essere impiegati per realizzare rilievi tridimensionali di Pompei e per il suo restauro, non per creare un clone della città. Carandini sostiene che la città è ben conservata e non ha bisogno di un clone, e che la sua ricostruzione in uno spazio prossimo sarebbe impossibile a causa della sua posizione. Invece, propone di utilizzare la tecnologia per creare un portale virtuale di Pompei, dove la gente possa visitare la città attraverso la multimedialità.
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