GIOIA DEL COLLE - Abuso d'ufficio e precarietà della struttura di Palazzo S. Domenico. Sono i due punti cardine della denuncia presentata dall'on. Giuseppe Gallo (An) in una interrogazione al Ministero dei Beni Culturali in merito ai lavori in corso alla sede del Municipio di Gioia del Colle. Interventi che hanno previsto l'abbattimento di muri divisori al pianterreno ed al primo piano, costruzione di un'intera nuova ala all'ultimo piano, sostituzioni di porte (subito dopo nuovamente sostituite con ulteriore danno alle finanze dell'Ente), inserimento di elementi estranei alla struttura ed al suo insieme come parquet, porte a vetri (tipo Bancomat), un palo pendente da una parete dello scalone di rappresentanza che, come ha specificato il parlamentare gioiese, «in nome dell'arte d'avanguardia dovrebbe rappresentare la matita delle elezioni e che, per struttura e dimensioni ricorda il palo di Ulisse per accecare Polifemo». Secondo quanto esposto nell'interrogazione, infatti, sarebbero stati compiuti importanti rifacimenti nel Palazzo Comunale, non di urgente intervento senza il coordinamento dell'ingegnere dirigente dell'Ufficio Tecnico Comunale e soprattutto senza alcuna segnalazione alla competente Soprintendenza di Bari e al Ministero per i Beni Culturali. L'on. Gallo poi precisa che l'edificio appartiene al Demanio dello Stato ed è concesso solo «in uso» al Comune di Gioia: «All'epoca dei fatti non esistevano condizioni tali da richiedere interventi urgenti che invece potrebbero essere necessari oggi per ipotizzare situazioni di rischio alla statica del complesso, derivante dagli interventi edilizi voluti dall'amministrazione comunale. Alla beffa delle arbitrarie decisioni edili si aggiunge il loro danno economico. Non esistono, infatti, chiare determinazioni di spesa ed i pagamenti, frazionati in tanti piccoli provvedimenti di liquidazione, sono documentati per manutenzione ordinaria. Per di più spesso gli incarichi non sono preceduti da gare o concorsi di appalto e per questi lavori non esiste l'evidenza pubblica ed il raffronto tra diverse offerte». La denuncia dell'on Gallo si arricchisce di un altro particolare: la scoperta di sette pannelli pittorici risalenti al XVin secolo. Le opere sono state ritrovate fortuitamente nella chiesa di Sant'Antonio, che come precisa Gallo «non è di proprietà comunale, e senza la gestione delle operazioni da parte dell'Amministrazione che però ha poi collocato i dipinti (restaurati non si sa a spese di chi -ndr) nel Palazzo Comunale».
GIOIA Una interrogazione al ministero dell'on. Gallo. I lavori a palazzo di città una decisione arbitraria
L'on. Giuseppe Gallo ha presentato una denuncia al Ministero dei Beni Culturali in merito ai lavori in corso alla sede del Municipio di Gioia del Colle. La denuncia si concentra sull'abbattimento di muri divisori, costruzione di una nuova ala, sostituzioni di porte e inserimento di elementi estranei alla struttura. Secondo Gallo, questi interventi non sono stati condotti con il coordinamento dell'ingegnere dirigente dell'Ufficio Tecnico Comunale e senza alcuna segnalazione alla Soprintendenza di Bari e al Ministero per i Beni Culturali. L'edificio appartiene al Demanio dello Stato e viene concesso solo in uso al Comune di Gioia.
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