Esponente di movimento politico culturale si chiede che fine abbiano fatto i finanziamenti Sono trascorsi oltre 30 anni da quando venne chiusa e, a oggi rimane tale, la chiesa di San Sebastiano, sita in via Megara. «Per la riapertura della chiesa del patrono S. Domenico - si domandano i cittadini - abbiamo atteso 26 anni, quando dovremo attendere per quella di S. Sebastiano? Non bastano i 30 anni trascorsi?» A sollevare la questione è anche Mimmo Di Franco, rappresentante del movimento politico -culturale "L'Altra Augusta". «Mi chiedo che fine abbiano fatto tutti quei soldi spesi, per la ristrutturazione della chiesa di S. Sebastiano? Se sono stati impegnati per la messa in sicurezza del luogo sacro, perché la chiesa non viene riaperta? Sono a conoscenza del fatto che alcuni tecnici della Sovrintendenza ai Beni culturali di Siracusa hanno effettuato un sopralluogo constatando che, per il completamento della ristrutturazione dell'opera occorrerebbero altre 300 mila euro. Informazioni apprese da altre fonti mi dicono invece che basterebbero alcune migliaia di euro, per l'illuminazione interna e la tinteggiatura alle pareti». L'esponente politico chiede di conoscere le ragioni per cui la chiesa rimane chiusa. Il luogo di culto dedicato a S. Sebastiano martire, recentemente festeggiato nella nostra città nella chiesa di S. Andrea, fu costruito nel 1719 sulle rovine del SS Sacramento. La chiesa è ubicata tra via Megara e via Limpetra. Al suo interno, formato da una sola navata, presenta un pregevole soffitto ligneo, dipinto con rappresentazioni del santo martire. La chiesa fu chiusa per inagibilità negli anni 70', e sottoposta a numerosi interventi di restauro, gli ultimi avviati a seguito del terremoto del 1990, terminati nel 2002. Sostituite le capriate lignee, rifatta la copertura, sistemata la cella campanaria, sostituita la pavimentazione, demoliti e ricostruiti i solai della canonica. Già due anni addietro in concomitanza con i festeggiamenti di S, Sebastiano, Giuseppe Carrabino, coordinatore delle confraternite di Augusta, si chiedeva quali interventi dovevano essere eseguiti e se era giustificabile vietare la fruizione di un bene che appartiene alla collettività. «Perché si spendono soldi pubblici senza completare l'opera? Questo mio appello serve a puntare i riflettori sulla chiesa di S. Sebastiano che è parte del patrimonio culturale e artistico degli augustani - conclude Di Franco.- Chiedo l'intervento dei nostri assessori e consiglieri provinciali e di tutta la deputazione siracusana». Agnese Siliato 04022011