Il sindaco Gabbanini replica alle accuse: «Tutte falsità, il paesaggio collinare sarà salvaguardato» Il Pdl regionale: «A San Miniato si aggirano le normative nazionali» SAN MINIATO. Fotovoltaico sì, fotovoltaico no. Il dibattito s'accende e scoppiano le polemiche. Fino ad arrivare sui tavoli del consiglio regionale, dove, secondo l'esponente del Pdl Andrea Agresti, è necessario intraprendere una lotta senza quartiere ai "furbetti del pannellino". «Il "pannellino" in questione - afferma Agresti, il quale è anche vicepresidente della IV Commissione Ambiente - è ovviamente quello solare, la cui installazione, dopo l'annuncio da parte della Regione di una legge per la regolamentazione del fotovoltaico, è partita una vera e propria rincorsa. Accade soprattutto a San Miniato, dove il paesaggio rischia di essere irrimediabilmente deturpato». Secondo il rappresentante dell'opposizione in consiglio regionale, nella città della Rocca si starebbe infatti autorizzando in tempi record una quantità inusuale di impianti, tutti dimensionati sotto il megawatt ma complessivamente destinati a coprire ben 70 ettari attualmente coltivati a vitigni autoctoni, per un totale di 30 megawatt: «Ora - spiega Agresti - noi non siamo contrari a priori al fotovoltaico, soprattutto nei territori urbani dove insistono capannoni industriali o artigianali. Però, quel che è certo è che non si può invece procedere indiscriminatamente a installazioni a terra di impianti fotovoltaici laddove si parli di territori rurali, come a San Miniato, ove si viene a penalizzare la vocazione agricola e, soprattutto, quel paesaggio toscano che costituisce in sé un marchio e un polo di attrazione per il turismo». Secondo Agresti è il momento che la Regione, mentre si accinge a studiare forme di regolamentazione degli impianti, vigili sull'accelerazione che i processi di autorizzazione hanno ricevuto dopo l'annuncio della legge: «Per impianti al di sotto di un megawatt - spiega Agresti - non serve valutazione di impatto ambientale. E infatti, stando a quanto ci segnalano i cittadini, a San Miniato si starebbero aggirando fior di norme nazionali proprio su questa base: in pratica le richieste di autorizzazione sarebbero partite in gran quantità ma per impianti da 990 kilowattora. Peccato che tali impianti siano poi in realtà tutti attigui e contigui, concorrendo di fatto a comporre un megaimpianto e anche un megascempio. Così non si può procedere». Il sindaco del Comune di San Miniato, Vittorio Gabbanini, rispedisce al mittente tutte le accuse. E assicura che il territorio collinare non è affatto insidiato dagli impianti. «Di impianti che hanno già ricevuto l'autorizzazione - sottolinea il primo cittadino - ce ne sono quindici. Non hanno niente a che fare con le nostre belle colline, nasceranno tutti su terreni incolti messi a disposizione dagli agricoltori nella zona compresa tra la superstrada e Fucecchio e non sono affatto contigui. Un discorso diverso va fatto per quegli impianti di cui è stato presentato il progetto ma che non sono stati ancora autorizzati. In questo caso, in effetti, ce ne sono alcuni di contigui, ma anche per questo abbiamo chiesto alla Provincia, l'ente che rilascia i permessi, di sospendere l'iter. Il nostro obiettivo, indipendentemente dalle normative nazionali e regionali, è poter fissare dei limiti più stringenti sul territorio comunale. A questo proposito, il prossimo 10 febbraio il consiglio sarà chiamato ad approvare alcune modifiche al regolamento, prevedendo paletti e mitigazioni, come ad esempio il limite di rispetto di 300 metri di distanza tra un impianto e l'altro».
TOSCANA - Empoli- Fotovoltaico, si grida allo scempio
Il Pdl ha denunciato che a San Miniato si stanno installando impianti fotovoltaici in modo indiscriminato, penalizzando il paesaggio collinare e la vocazione agricola. Il vicepresidente della IV Commissione Ambiente, Andrea Agresti, ha affermato che la Regione sta procedendo senza quartiere e che non si può procedere senza valutazione di impatto ambientale. Il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, ha risposto alle accuse, affermando che il territorio collinare non è insidiato dagli impianti e che ce ne sono solo quindici autorizzati, tutti su terreni incolti. Gabbanini ha anche chiesto alla Provincia di sospendere l'iter per alcuni progetti non autorizzati.
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