Il Pd accusa il Comune per il progetto dell'Acquarella a Capezzano CAPEZZANO. Chi li ha visti i soldi per ristrutturare l'area archeologica dell'Acquarella a Capezzano Pianore? Se lo chiedono Emanuele Palagi e Pietro Bemi del Pd. «Abbiamo perso - sostengono - 300 mila euro di sovvenzioni». Il problema, per gli esponenti di opposizione, è nei ritardi. «Aspetta oggi, aspetta domani, pare sia finita come per i Piuss: si ha notizia che sarebbero stati persi i soldi che la Regione Toscana aveva messo a nostra disposizione per la valorizzazione dell'area archeologica dell'Acquarella. La fattoria romana, scoperta parecchi anni orsono, è oggi lasciata al palo del presente, senza prospettive certe per il futuro. Eppure, lo scavo della fattoria è e resta uno dei luoghi centrali della nostra Capezzano, potenziale identità per lo sviluppo di quel turismo dell'entroterra così tanto trascurato dal centrodestra». Il Pd ricorda che c'era un progetto (di cui, in effetti, avevamo dato ampio risalto anche noi del Tirreno quando fu presentato ufficialmente) che vedeva la collaborazione tra il Museo di Camaiore, la Soprintendenza e il Ministero per i Beni le Attività Culturali per il recupero del sito archeologico. Di cui però poi non si è saputo più nulla. «L'area archeologica, con l'utilizzo pubblico (e non solo privato) della Villa Le Pianore e con la costruzione di percorsi ciclabili connessi a tutto il territorio comunale, rappresenta uno degli elementi portanti sui quali costruire - concludono Bemi e Palagi - un sistema turistico che valorizzi anche Capezzano Pianore. Ma questo, al momento, non appassiona una compagine governativa troppo presa dalle scalate al potere, che già ha dismesso il ruolo di governo, lasciando senza guida il Comune ben 365 giorni prima della naturale scadenza del mandato del sindaco».