Il sindaco le invia al ministro e lancia un comitato di personalità PISA. «Contatterò le persone più rappresentative, per ruolo e incarico ricoperto, che hanno firmato la petizione de Il Tirreno per salvare le navi romane; l'obiettivo è costituire un comitato che prosegua la campagna di sensibilizzazione verso i palazzi della politica». Con queste parole il sindaco di Pisa ha chiuso ieri a palazzo Gambacorti la cerimonia ufficiale con la quale il capo della redazione di Pisa del nostro giornale, Gianfranco Borrelli, ha consegnato le 2675 firme che hanno sostenuto l'appello lanciato dagli Amici dei Musei; appello per l'inserimento del sistema sito-museale delle "Navi antiche di Pisa" nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità stilata dall'Unesco. «Il giornale non vuole essere solo lo specchio del brutto che una città esprime - ha detto Borrelli - ma anche uno strumento di proposta. Questa campagna da noi lanciata insieme agli Amici dei Musei, ha coinvolto istituzioni, personaggi pubblici, semplici cittadini. Un segnale forte di quanto Pisa, e non solo, voglia risposte sul futuro sia del sito archeologico che del museo». La petizione ha sicuramente contribuito a riaccendere i riflettori su una scoperta storica eccezionale che in questi 12 anni ha registrato visitatori illustri, ma pochi impegni concreti. «Non è un caso - spiega Mauro Del Corso, presidente dell'associazione Amici dei Musei - che il sito pisano è stato definito una Pompei del mare per la sua unicità. Ma se Pompei e le sue vicissitudini hanno un palcoscenico mondiale, Pisa è rimasta nel dimenticatoio. Per questo vogliamo che sia inserita nella lista del patriomonio mondiale dell'umanità (come piazza dei Miracoli) per avere non solo un riconoscimento formale ma anche un impegno concreto per la gestione». Le 2675 firme raccolte sul sito internet de Il Tirreno saranno sul tavolo del ministro per i beni culturali Sandro Bondi insieme ad una nuova richiesta di incontro formulata da parte del sindaco. «La raccolta delle firme deve essere solo il primo passo per ottenere un intervento del governo - ha detto ancora Marco Filippeschi -. È inaccettabile che un ritrovamento di tale portata sia praticamente dimenticato dalle istituzioni centrali. Il Comune non chiede solamente, ma ha messo sul piatto investimenti importanti. Non dimentichiamo infatti che il futuro museo è inserito nell'area della Cittadella in cui sono stati investiti oltre 12 milioni di euro. 5.178.000 per l'area, gli Arsenali e la Torre Guelfa, 5.800.000 per i Vecchi Macelli e le Stallette (inseriti nel Piuss) senza considere il milione e 800mila euro per l'acquisto della Cittadella. Il Comune e la città hanno fatto la loro parte - ha concluso il sindaco -, adesso la buona volontà e le parole non bastano più. Innanzitutto per l'apertura del museo che è stata nuovamente rinviata. Ci aspettiamo comunque una inaugurazione in grande stile come merita la portata dell'evento».