«È un tesoro che va inserito nel patrimonio mondiale dell'umanità» PISA. Le 2.675 firme a sostegno dell'appello per inserire il sito museale delle navi antiche di Pisa nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dell'Unesco arriveranno sul tavolo del ministro dei beni culturali Sandro Bondi. Firme raccolte dal nostro giornale, attraverso il sito Internet, e che ieri sono state consegnate ufficialmente nelle mani del sindaco di Pisa Marco Filippeschi. Raccolta di firme partita il 13 dicembre scorso e che ha visto l'adesione di personalità della politica locale e nazionale, del mondo accademico, ma anche di semplici cittadini (addirittura gli studenti del liceo scientifico Dini). «Il giornale non vuole essere solo lo specchio del brutto che una città esprime - ha detto il capo della redazione di Pisa de Il Tirreno, Gianfranco Borrelli, durante la cerimonia di consegna - ma anche uno strumento di proposta. Questa campagna da noi lanciata insieme agli Amici dei Musei, ha coinvolto istituzioni, personaggi pubblici, semplici cittadini. Un segnale forte di quanto Pisa, e non solo, voglia risposte sul futuro sia del sito archeologico che del museo. L'iniziativa è importante perchè chi ha firmato ci ha messo la faccia, inserendo la sua posta elettronica». La petizione ha sicuramente contribuito a riaccendere i riflettori su una scoperta storica eccezionale che in questi 12 anni ha registrato visitatori illustri, ma pochi impegni concreti. «Non è un caso - spiega Mauro Del Corso, presidente pisano e nazionale dell'associazione Amici dei Musei - che il sito pisano è stato definito una Pompei del mare per la sua unicità. Ma se Pompei e le sue vicissitudini hanno un palcoscenico mondiale, Pisa è rimasta nel dimenticatoio. Per questo vogliamo che sia inserita nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità (come piazza dei Miracoli) per avere non solo un riconoscimento formale ma anche un impegno concreto per la gestione». Le firme raccolte sul sito Internet de Il Tirreno saranno consegnate, come detto, al ministro Bondi insieme ad una nuova richiesta di incontro formulata da parte del sindaco. «La raccolta delle firme deve essere solo il primo passo per ottenere un intervento del governo - ha detto ancora Marco Filippeschi -. È inaccettabile che un ritrovamento di tale portata sia praticamente dimenticato dalle istituzioni centrali. Il Comune non chiede solamente, ma ha messo sul piatto investimenti importanti. Non dimentichiamo infatti che il futuro museo è inserito nell'area della Cittadella in cui sono stati investiti oltre 12 milioni di euro. 5.178.000 per l'area, gli Arsenali e la Torre Guelfa, 5.800.000 per i Vecchi Macelli e le Stallette senza considere il milione e 800mila euro per l'acquisto della Cittadella. Il Comune e la città hanno fatto la loro parte - ha concluso il sindaco -, adesso la buona volontà e le parole non bastano più. Innanzitutto per l'apertura del museo che è stata nuovamente rinviata. Ci aspettiamo comunque una inaugurazione in grande stile come merita la portata dell'evento».