Rilasciati i permessi per l'intervento a S. Pietro a Marcigliano CAPANNORI. Rilasciata giovedì mattina l'autorizzazione ambientale per il restauro della chiesa di S. Pietro a Marcigliano. I lavori partiranno entro la fine del mese. I primi ad essere recuperati saranno il vecchio porticato e le sue decorazioni, insieme con le decorazioni della parte interna dell'abside. Gli interventi saranno finanziati attraverso i fondi messi a disposizione da Fondazione Cassa di Risparmio (50mila euro) e parrocchia (20mila). Alla fine, dunque, dopo circa sei mesi, anche il Comune di Capannori ha detto sì al restauro della chiesa di S. Pietro a Marcigliano, uno dei tanti gioielli custoditi dalle colline del Capannorese, risalente al XII ma da anni in stato di completo abbandono. L'allarme per le sue condizioni era stato dato, nel 2008, dalle associazioni locali "PerSanPietro" e "Piccola Penna" e da Italia Nostra Lucca. Da allora un susseguirsi di voci sull'inizio dei lavori di recupero, ma di cantieri aperti mai l'ombra. In giugno il via da parte della Soprintendenza e nel giro di poco si attendeva quello del Comune, ma così non è stato. «Nel progetto presentato in estate - spiega l'architetto Maurizio Silva, che cura il restauro - avevamo incluso la ricostruzione dell'antico porticato, così come concordato con la Soprintendenza dopo vari incontri e sopralluoghi. Del resto il porticato era una caratteristica dell'edificio, che dovevamo dunque ricostruire. L'ufficio urbanistica, però, cia ha richiesto una modifica progettuale così da poter ottenere anche l'autorizzazione ambientale. «Il problema - prosegue Silva - è che per ottenere quell'autorizzazione i tempi sono lunghi». E infatti sono passati circa sei mesi dalla consegna del progetto contenente l'integrazione al rilascio dell'autorizzazione, che per altro ha una validità di soli 30 giorni. Dunque i lavori devono partire con urgenza. «Prima di tutto provvederemo a ricostruire il porticato così come era un tempo - dice l'architetto - e andreamo a recuperare, come ci ha chiesto la Soprintendenza, anche le decorazioni presenti. Quindi, sempre su richiesta della Soprintendenza, interverremo sull'abside e sulle sue decorazioni interne. I fondi che abbiamo a disposizione basteranno per questa prima fase dei lavori e per ridare un aspetto decente all'esterno della chiesa. Ci auguriamo poi che arrivino altri soldi per proseguire il restauro». (a.b.)