D.B. PISA. La campagna de Il Tirreno per accendere nuovamente i riflettori sulle navi romane di Pisa e soprattutto sulle condizioni in cui versa il cantiere, ha sortito un primo effetto. Dalla direzione regionale per i beni culturali della Toscana sono infatti arrivati 230mila euro proprio per il cantiere. Finanziamenti che contribuiranno a tamponare lo stato di degrado in cui versa l'area. «Sicuramente una bella notizia - commenta Andrea Camilli, direttore scientifico del cantiere delle navi antiche di Pisa - che contribuisce a tamponare almeno la situazione di degrado. La cifra necessaria era di 390mila euro, ma 230mila vanno già bene». Ovviamente il denaro arrivato non consente ancora la ripresa degli scavi. Ancora Camilli: «Non è certo un intervento risolutivo, ma va bene lo stesso. E pensare che se il finanziamento previsto fosse arrivato come promesso, in cinque anni avremmo già concluso gli scavi». E in attesa di tornare a lavoro nel cantiere, la scadenza più ravvicinata (e per adesso rinviata più volte) è quella dell'apertura del museo. Anche per questa vicenda il direttore Camilli lascia aperta la porta alla speranza: «I lavori all'interno del museo stanno procedendo - ci dice -; diciamo che mancano solo i pavimenti e il riscaldamento. Adesso la questione è passato alla Sovrintendenza per i monumenti». Ricordiamo che il ritrovamento risale al 1998 quando durante i lavori per un centro direzionale delle Ferrovie vicino alla stazione di Pisa San Rossore vennero rinvenute 30 imbarcazioni di cui 10 perfettamente intatte. Non a caso si parlò subito di una Pompei del mare, della scoperta più importante di fine millennio visto che un simile giacimento di navi antiche non era mai stato rinvenuto. Le imbarcazioni presentano il carico perfettamente conservato, persino le corde, le reti, gli oggetti personali dei marinai.