E contro lAuditorium parte lo "sciopero fiscale" "A Tor Bella Monaca e al Quarticciolo il direttore artistico è Gabriele Lavia" Il caso del Valle e lipotesi Barbareschi "Alemanno mi ha promesso la direzione" FRANCESCA GIULIANI Sono 162 fra imprese, teatri e compagnie di danza: piccole, ma tante, ora chiamate dallAgis Anec del Lazio allultima battaglia contro la mancanza di sostegno pubblico alle loro attività, che si ritrovano strangolate da colossi da tutto esaurito come lAuditorium Parco della Musica. In particolare, le sale si dichiarano pronte a una sorta di "sciopero fiscale" di protesta contro la Camera di Commercio, della quale fanno parte (e malvolentieri, per assenza di ammortizzatori sociali) come piccole e medie imprese: la Ccia a sua volta fa parte, dalla fondazione, di Musica per Roma che sostiene e gestisce lAuditorium, il quale - assicurano - gli sottrae montagne di lavoro anche grazie al loro contributo di privati. Quindi basta così: niente più tassa associativa e magari stavolta sperano di riuscire a farsi ascoltare, dopo decine di lettere (lultima al ministro alla Cultura Bondi e a tutti gli assessori) in cui lamentavano per voce del loro presidente, lattore Pietro Longhi, legemonia delle strutture pubbliche. Dalle parti dellAgis-Anec, il caso del Parco della Musica (portato anche allattenzione dellAntitrust) è considerato emblema di una cattiva distribuzione della risorsa pubblica in tempi di magra per tutti. Un po come accade, dicono allAgis, nei Teatri di Cintura della cui gestione si è parlato con luscita di scena di Michele Placido, consulente a titolo gratuito, da quello di Tor Bella Monaca, mentre lo spazio Quarticciolo resta sotto la "tutela artistica" Paola Cortellesi e Valerio Mastandrea; nellinsieme (incluso il Teatro del Lido, riaperto nel 2003 e ora chiuso) sono foraggiati con un contributo di 5 milioni 700 mila euro per tre anni. Racconta Debora Pietrobono, membro del cda del Teatro di Roma: «Le sale sono piccole ma sempre piene, la programmazione è ottima ed è definita fino ad aprile. Laspetto più importante è nel rapporto con il territorio, in scelte anche popolari ma sempre di qualità». La voce di un cambio di mano (e di stile) piuttosto netto con larrivo dei fratelli Pino e Claudio Insegno, artisti di lungo corso soprattutto in ambito televisivo e prediletti proprio da Alemanno che, come primo cittadino, siede insieme a Provincia e Regione nel cda del Teatro di Roma che ha diritto di nomina. Lipotesi che i due fratelli, con la loro società Teater, possano gestire gli spazi di Tor Bella Monaca-Quarticciolo viene smentita decisamente da Fabiana Santini, assessore alla Cultura della Regione: «Il direttore artistico del Teatro di Roma si chiama Gabriele Lavia e i teatri di cintura sono parte del teatro di Roma. Lipotesi degli Insegno è priva di alcun fondamento. Daltra parte a questi spazi la Regione conferma il sostegno di 450 mila euro per tre anni, finanziamento che sarà rinnovato alla scadenza, a fine 2011». Altra partita aperta resta quella del Teatro Valle, a pochi passi dallArgentina: per la direzione artistica il nome accreditato per la direzione è quello di Luca Barbareschi, in queste ore alle prese con impegni e sussulti politici: «Alemanno mi ha chiamato due settimane fa e mi ha promesso il Valle», ha detto lattore intervistato da Anno Zero, specificando che «non si tratterebbe di uno scambio per il ritorno nel Pdl». Lassessore capitolino Gasperini intanto ha annunciato che la sala entrerà a far parte del Teatro di Roma; il "come" pare già deciso.