Emma Giammattei "Occorre creare un coordinamento permanente tra le istituzioni" «Fate cose vive e battezzatele come vi pare», raccomandava Francesco De Sanctis. Trattandosi del Suor Orsola, che ha un rettore omonimo, bisognerà specificare che a chiedere di vivificare la cultura era il critico e storico della letteratura, come ha detto la preside della facoltà di Lettere, Emma Giammattei. Ma luniversità della cittadella a monte del corso Vittorio Emanuele ha tentato ieri di mettersi su quel giusto binario indicendo gli Stati generali dei musei campani. Si sono visti e parlati nella Sala degli Angeli in occasione dellincontro "Il futuro dei musei: la rete delle competenze" Edoardo DAngelo, coordinatore del progetto "Orientamento e Memoria" del Suor Orsola; Stefano Aluffi Pentini, storico dellarte e fondatore di "A Private View of Italy"; Antonella Pellettieri, direttore dellIstituto per i beni archeologici e monumentali del Cnr; Maria DAmbrosio, responsabile Orientamento dopo laurea e i rappresentanti del gruppo dei laureati coinvolto nel percorso di lifelong learning sui beni culturali. «Vogliamo formare un forum di discussione e coordinamento permanente tra le istituzioni culturali e museali della Campania - ha detto Giammattei - per avviare discussioni e progetti comuni capaci di tracciare nuove linee per la valorizzazione del nostro territorio affinché limmenso patrimonio artistico, culturale e paesaggistico possa divenire finalmente un motore di sviluppo economico e quindi anche occupazionale». Non cera lassessore regionale Caterina Miraglia, ma Laura Del Pezzo, consulente tecnico dellassessorato al Lavoro, alla Formazione e allOrientamento professionale della Regione, e alla chiamata dellateneo hanno risposto il direttore del Madre Eduardo Cicelyn, Valeria Sampaolo dellArcheologico, un rappresentante del Plart, Francesca Maciocia, coordinatore di Scabec: pochi i musei, tante le società. Ed è a queste che fa riferimento il Suor Orsola per sollecitare le energie degli studenti una volta fuori dal guscio delluniversità. «La prima attività formativa del nostro Centro di lifelong learning ha spiegato DAngelo - si è rivolta ai laureati in Conservazione dei beni culturali per integrarne le competenze e finalizzarle allautoimpresa». Dopo lesperienza non proprio positiva dei laureati in Conservazione dei beni culturali, che non hanno visto ben applicato nei musei il loro profilo professionale, un nuovo passo per migliorare. Un progetto a metà, tuttavia, se le istituzioni non adegueranno i musei alla modernità. I tagli non aiutano, e su questo è tornato allattacco Cicelyn: «Gli organi politici locali sono assolutamente incapaci di programmare una politica turistica di sistema». Affondo anche contro il Pan: «Non si capisce bene quanto costa, a cosa serva e il pubblico non ne coglie la reale identità». Tra managerialità e competenza storico-artistica è lesperienza di "A Private View of Italy", che apre le porte di palazzi storici di privati a clienti come i mecenati dei musei americani.