A PARTIRE da domani, ogni primo mercoledì del mese alle 16,30 i depositi del MACRO riaprono al grande pubblico. Eccezionalmente per un pomeriggio, la collezione permanente del Museo, composta da opere di artisti italiani dagli armi '60 alle ultime generazioni, potrà essere ammirata da tutti. Per permettere di ammirare la collezione, che dal prossimo anno sarà preclusa al pubblico a causa dei lavori di ampliamento del MACRO su progetto dell'architetto francese Odile Decq, l'ingresso ai depositi è compreso nel biglietto del Museo, ridotto a 1 euro e, come di consueto, gratuito sotto i 18 e oltre i 65 anni. L'apertura straordinaria consentirà ai visitatori di scoprire quasi quaranta opere, selezionate tra le circa 600 custodite nel caveau del Museo, attraverso una visita guidata gratuita da parte di un operatore didattico. Le opere sfilano lungo un percorso che si sviluppa due piani sotto il livello stradale, illuminato dal grande «occhio» di vetro che si apre sul pavimento del cortile del Museo, la cosiddetta «galleria vetrata». Disposte secondo un ordine cronologico, s'incontrano opere che riassumono tutti i movimenti e le scuole che hanno caratterizzato la storia dell'arte contemporanea dal secondo dopoguerra a oggi, frutto anche di recenti acquisizioni: dal gruppo Forma 1, testimoniato da Carla Accardi, Antonio Sanfìlippo, Achille Perilli e Piero Dorazio; all'Informale «materi-co», con le sculture di Leoncillo; alla «Scuola di Piazza del Popolo» con Tano Festa, Mario Schifano, Titina Maselli, Mimmo Rotella; all'Arte Povera con Mario Ceroli e Pino Pascali; alla «Nuova Scuola Romana» con Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessi, Marco Tirelli, Domenico Bianchi, Bruno Cecco-belli; fino alle tendenze più recenti rappresentate da Gianni Asdrubali, esponente dell'Astrazione Povera, Giovanni Albanese, il cui mezzo espressivo è il ready made e l'invenzione meccanica, e Cristiano Pintaldi, che simula con i pennelli la struttura dell'immagine televisiva. Spiccano opere come «A strappo deciso» uno dei primi esperimenti di decollage di Mimmo Rotella del 1960; il «San Sebastiano nero» di Leoncillo (1963); «No-Stop» di Piero Dorazio (1997); «Rosa Luxemburg» di Achlle Penili (1964); l'«Archimede II» di Ettore Colla, realizzato assemblando materiali di recupero; la «Maternità» di Pino Pascali (1964); «Goldfin-ger» di Mario Cerali (1965); «Superficie bianca» di Enrico Castellani; «Spaziocemento n.52» di Giuseppe Uncini; «Colonna» di Giovanni Albanese (2001). MACRO, Via Reggio Emilia 54, ogni primo mercoledì del mese alle 16,30. Appuntamento davanti al bookshop alle 16.15 Orario del MACRO da martedì a domenica 9-19, festivi 9-14; lunedì chiuso. Biglietto: ingresso al museo 1 Euro; gratuito sotto i 18 e oltre I 65 anni. Visita guidata gratuita. Non serve prenotare, info: 06-671070400
Macro, alla scoperta dei tesori nascosti
A partire da domani, i depositi del MACRO riaprono al grande pubblico ogni primo mercoledì del mese alle 16,30. L'ingresso ai depositi è compreso nel biglietto del Museo, ridotto a 1 euro e gratuito per i bambini e gli anziani. La collezione permanente del Museo, che sarà chiusa al pubblico a causa dei lavori di ampliamento, potrà essere ammirata da tutti. Le opere selezionate sono state scelte per una visita guidata gratuita da parte di un operatore didattico. Le opere sono disposte in un percorso che si sviluppa due piani sotto il livello stradale, illuminato dal grande occhio di vetro.
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