Tre milioni per restaurarlo: appello dellUniversità, associazioni e intellettuali in campo Lopera è stata decorata nel 1377 ed è una sorta di enciclopedia della Sicilia Il soffitto ligneo dello Steri, decorato nel 1377 e unanimemente considerato uno dei capolavori della pittura medievale, è assalito dalle termiti. Lallarme è partito nelle scorse settimane dallarchitetto Nino Vicari, responsabile di Salvare Palermo e coordinatore del forum delle associazioni che riunisce Amici dei Musei, Italia Nostra, Dimore Storiche, Fai, Anisa. «Il soffitto è un bene di valore storico e importanza artistica inestimabili - dice Vicari - e rischia seriamente di vedere le preziose pitture distrutte dallazione di questi parassiti. Che in questi anni stanno proseguendo pressoché indisturbati il loro lavoro, sia sulla superficie pittorica che anche allinterno delle secolari travi lignee, con conseguenze disastrose. Un rischio concreto di distruzione, per opporsi al quale non è più possibile perdere tempo». Il problema della presenza delle termiti sul soffitto ligneo è ben noto anche allUniversità, come spiega il rettore Roberto Lagalla, che per sensibilizzare lattenzione ha inserito un appello per il soffitto nella home page del sito dellUniversità (www.unipa. it), che è già stato sottoscritto, tra gli altri, da Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia Nostra, dagli architetti Marcella Aprile, Iolanda Lima e Iano Monaco, dai responsabili della Società di Storia Patria, da numerose associazioni e altre personalità del mondo dellarte e della cultura. Dice Lagalla: «Alcuni anni fa sono state realizzate a spese dellUniversità alcune procedure sperimentali dintervento che hanno dato risultati assolutamente confortanti su due delle travi prese in esame, entrando a sinistra delle sala. La Soprintendenza che ha realizzato questo intervento conosce lo stato delle cose, e la domanda per il risanamento delle travi è in attesa dei fondi strutturali». Ora, se si considera che lintervento sulle due travi è stato realizzato tre anni fa, e da allora più niente, si comprende perfettamente come lallarme non sia affatto rientrato. Salve le due travi, che ne sarà del resto? Larchitetto Vicari aggiunge: «Credo che in realtà siano trascorsi almeno cinque anni dalla scoperta dellattacco delle termiti ad oggi. A questo punto, qui non si tratta più di lanciare lallarme per il danneggiamento delle pitture, ma per la messa in sicurezza dellintero soffitto». Alle parole di Vicari fa eco il rettore Lagalla: «È un intervento urgente, ma occorre un supporto economico: il costo è di circa tre milioni di euro e lUniversità da sola non è certamente in grado di affrontare un simile impegno economico. Ma è un bene centrale del nostro patrimonio, adesso occorre un intervento significativo». Il soffitto dello Steri venne decorato da tre pittori, Cecco da Naro (che si firmava Mastru Chicu, pitturi di Naru), Simone da Corleone e Dareno da Palermo. La straordinaria combinazione del lavoro di questi artisti diede vita ad un risultato unico nel suo genere, una sorta di atlante figurato delle avventure cavalleresche. La pittura ispirandosi ai romanzi cortesi dà vita a figure in azione, dame, cavalieri, scene di battaglia e scorci di città medioevali, segnando inoltre un passaggio dalla narrazione popolare ad un genere più elevato, e dando vita ad un passaggio importantissimo, dalla scrittura dellepica cavalleresca alla definizione della sua iconografia. Sulle pitture del soffitto dello Steri - sulle quali molti anni or sono il fotografo Enzo Sellerio aveva realizzato un memorabile lavoro fotografico, permettendo per la prima volta di ammirare le pitture senza testa allinsù, rendendo visibili molti e inediti particolari - sono davvero tanti i critici darte che nel corso dei secoli hanno espresso i loro pareri e commenti, evidenziando lunicità e la straordinarietà del lavoro artistico. Già Bottari, muovendo dalle posizioni di Benedetto Croce sulle differenze tra poesia popolare e poesia darte, riteneva che «nel caso del soffitto dello Steri di Palermo siamo di fronte a un magnifico monumento di pittura popolare, non già nel senso che i pittori vengono dal popolo ed adoperano un linguaggio popolare, ma per il particolare tono». Anche se fu Toesca, immettendo i dipinti del soffitto dello Steri nel contesto dellarte italiana, per la prima volta, a valorizzarli definendoli «La più singolare opera di pittori siciliani, i quali accanto a residui musulmani e ad ornati romanici, impiegarono un fare gotico a contorno e a tinte piatte», apprezzandone «la franchezza come per maniera consueta a tal genere di lavori e laffinità con i soffitti decorati in Spagna», e ancora la speciale linea pittorica dello Steri venne sottolineata dalla storica dellarte palermitana Maria Accascina. Questa enciclopedia medievale dipinta, con le sue straordinarie trentadue storie, per lo più bibliche, mitologiche o cavalleresche, aspetta adesso di poter continuare la sua narrazione, senza rischio di crolli.
PALERMO - I monumenti nel degrado - Il soffitto dello Steri divorato dalle termiti
Il soffitto ligneo dello Steri, decorato nel 1377, è assalito dalle termiti. Larchitetto Nino Vicari, responsabile di Salvare Palermo, ha lanciato un allarme per il danneggiamento delle pitture. Il soffitto è un bene di valore storico e artistico inestimabile. Il problema della presenza delle termiti è ben noto allUniversità, che ha inserito un appello per il soffitto nella home page del suo sito. Il costo del risanamento è di circa tre milioni di euro. LUniversità da sola non è in grado di affrontare un simile impegno economico. Il soffitto venne decorato da tre pittori, Cecco da Naro, Simone da Corleone e Dareno da Palermo.
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