Stop agli impianti in centro. E parte lindagine della Finanza sul racket I "4x3" permessi solo nel territorio fuori dellanello ferroviario. Vietati i materiali scadenti come la vetroresina Mai più cartelloni pubblicitari nel centro storico. Ieri la giunta ha adottato il primo piano regolatore delle affissioni, che per larea allinterno delle Mura Aureliane diventerà operativo da subito, prima dellapprovazione in consiglio comunale. «Ce lo hanno chiesto le sovrintendenze - spiega lassessore al Commercio Davide Bordoni - dunque procederemo immediatamente con le rimozioni di ciò che non è consentito dal piano». Nel centro storico di Roma, intorno al complesso di San Paolo fuori le Mura e nelle zone extraterritoriali del Vaticano, tutti patrimonio dellUnesco, saranno permessi solo impianti definiti di pubblica utilità, vale a dire orologi, che però verranno ridotti di numero, e affissioni Spqr. I cosiddetti parapedonali, cioè le pubblicità "1x1" attaccate sulle transenne metalliche lungo i marciapiedi, verranno rimosse. «Per eliminare completamente la piaga di cartellone selvaggio serve unattività di intelligence - dice il sindaco Gianni Alemanno - per questo abbiamo chiesto aiuto alla Guardia di Finanza che per debellare quello che è un vero e proprio racket ha avviato uninchiesta sulla base delle nostre segnalazioni». Secondo il sindaco si prefigurano due diversi reati: levasione fiscale per la mancanza di fatturazione e laltro, più grave, di truffa. «Se unazienda raccoglie pubblicità da una ditta e ne mette una parte su cartelloni abusivi, allora questa è una vera e propria truffa». Confermato il "4x3" come formato massimo consentito, ma adesso linstallazione sarà possibile solo fuori dellanello ferroviario. Proibito luso di materiali scadenti come la vetroresina, obbligo di utilizzo di materiali ecocompatibili. Ancora. Le tipologie di cartellone consentite vengono ridotte da 27 a 7, mentre lestensione massima della pubblicità prevista a Roma passa da 320mila metri quadrati a 162mila, con una riduzione del 49, anche se adesso la banca dati del Comune ne ha censiti 162mila. La capitale viene divisa in due parti: la zona A, con 82mila ettari di territorio non urbanizzato e 11.700 di territorio urbanizzato, dove vige il divieto di installazione, la zona B, pari a 45.300 ettari di territorio urbanizzato, dove linstallazione è permessa, ma regolamentata. Divieto assoluto nelle aree regionali protette, nella riserva statale del litorale, nella tenuta di Castelporziano, nellAgro romano, lungo i muraglioni e le rive del Tevere, sugli arenili, nei parchi e nelle ville storiche, lungo le mura e gli acquedotti storici. «Ora abbiamo una base normativa trasparente per il contrasto allabusivismo», sottolinea il sindaco, che promette tolleranza zero verso le associazioni criminali che fanno prosperare cartellone selvaggio. Ora la parola è ai municipi, che avranno 40 giorni per esprimere i loro pareri. Poi il documento verrà discusso in commissione consiliare ed infine approderà nellAula Giulio Cesare per lapprovazione.
ROMA - Cartelloni, cè il piano regolatore
La giunta comunale di Roma ha adottato il primo piano regolatore delle affissioni, che regolerà linstallazione di cartelloni pubblicitari nel centro storico e nelle aree extraterritoriali del Vaticano. I cartelloni saranno permessi solo se sono di pubblica utilità, come orologi o affissioni Spqr. I cosiddetti parapedonali saranno rimosse. La Guardia di Finanza ha avviato uninchiesta sulla base delle segnalazioni dei sindaci per debellare il racket dei cartelloni selvaggi. Il sindaco Gianni Alemanno ha confermato che il "4x3" come formato massimo consentito, ma adesso linstallazione sarà possibile solo fuori dellanello ferroviario.
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