VOLTERRA. L'anima della Fondazione Conservatorio S. Lino è tessile. Dalle mani esperte delle monache, delle oblate e delle educande hanno preso vita, nei secoli, pianete, paramenti sacri, vestigia e manti preziosi. E ancora stoffe del 1.400, veli da calice e indumenti ricavati dagli abiti delle nobildonne dell'epoca. «Questo patrimonio culturale ma anche spirituale non può andare perduto». Ne è convinto il presidente Umberto Bavoni che si è impegnato ad esporre, con l'assenso e il consenso del Vescovo di Volterra, queste opere al Museo Diocesano.