Programmazione azzerata se il bilancio capitolino conferma i tagli La parola d'ordine è niente allarmismi cinici. Lo ripetono ossessivamente dal sud al nord diversi responsabili delle istituzioni locali di fronte al disastro che sta colpendo i beni culturali e le «crepe» che si stanno aprendo giorno dopo giorno nel patrimonio. Così il sindaco capitolino tenta di smentire le rivelazioni di Repubblica sui tagli previsti in bilancio (verrà approvato il 25 febbraio prossimo) che atterrano la programmazione culturale dell'appena rinato museo Macro (avrebbe bisogno di 8 milioni, che non saranno erogati e quindi rischia una morte prematura) e costringe alla chiusura teatri, accademie fondazioni, enti riducendo all'osso i finanziamenti. Non escono indenni dalla mannaia il Palaexpo, l'Auditorium, Santa Cecilia, il Chiostro del Bramante o il Vittoriano (40mila giuro contro i 200mila dell'anno scorso diventati poi 600mila): i budget vengono decurtali a tutti del 50. Qualcuno dovrà chiudere i battenti, altri riformulare il calendario, lasciando ampi spazi vuoti. Alemanno però non vuole «allarmismi»: quelle cifre in rosso, che spediscono in agonia il mondo della cultura capitolina, sono solo volanti e chissà mai se saranno confermate in bilancio. «Inviterei tutti a non spaventare i cittadini intercettando fogli e appunti che mandano in giro messaggi sbagliati.... Eppure il quadro disegnato a tinte fosche da Tremonti non lascia molti dubbi sulla direzione intrapresa dal governo: di cultura non si mangia (invece di missioni in Afghanistan, evidentemente, sì), quindi, vanno potati tutti i rami, anche quelli in fiore. Si preannuncia una stagione cupa senza mostre, spettacoli e concerti. E senza nemmeno molte visite ai monumenti storici della città, dato che stanno serrando i battenti causa crolli e strutture pericolanti. Come è accaduto alla chiesa di san Francesco a Ripa, dove si è aperta una lesione subverticale nella cappella della Beata Ludovica Albertoni (la statua è del Bernini) che ha costretto il parroco a chiamare i vigili del fuoco e a mettere in sicurezza la zona a rischio (la chiesa sorge su un terreno alluvionale), vietandone la visita. Anche qui, però, è meglio non creare uno stato di allerta, mentre il ministero dorme.
Roma. Il Macro? A rischio chiusura senza 8 milioni
Il sindaco di Roma ha tentato di smentire le rivelazioni di Repubblica sui tagli previsti in bilancio che colpiscono la programmazione culturale. I tagli atterrano il museo Macro, costringendo alla chiusura teatri, accademie e fondazioni. I finanziamenti per i teatri, accademie e fondazioni sono stati ridotti del 50%. Il governo sembra non prendere seriamente le misure per salvare la cultura capitolina. La stagione culturale si preannuncia cupa senza mostre, spettacoli e concerti. I monumenti storici della città sono stati chiusi a causa di crolli e strutture pericolanti. Il ministero sembra non prendere misure per salvare la cultura capitolina.
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