Il progetto internazionale Lifeplus rivoluziona la visita al sito archeologico più frequentato. Il prototipo di casco può consentire al turista di muoversi nelle strade dell'antica città con i personaggi dell'epoca Se la vostra creatura, leggasi fìglioletto, non ha mai mostrato altro interesse che per i videogiochi e non è entusiasta di quei "mucchi di pietre" che fanno il successo dei luoghi archeologici, beh, non sarà proprio il caso di rinunciare a una visita a Pompei, quando sarà disponibile l'equipaggiamento per la "realtà valorizzata",l'Ar, acronimo di Augmented reality. L'equipaggiamento, di cui è stato presentato il prototipo nell'ambito di un progetto europeo denominato Lifeplus, è costituito da un casco, che ricorda quello usato per la realtà virtuale, collegato a un computer portatile su cui gira un software capace di effetti speciali del genere visto nel film «II signore degli anelli». Nel casco è montata una telecamera che invia al computer l'immagine dell'ambiente reale, così come lo vedrebbe un turista senza casco via via che procede nella sua visita. La invia al computer perché vi integri all'istante oggetti e personaggi virtuali in movimento. Dunque l'Ar ha superato, grazie alla potenza di elaborazione degli attuali computer, non solo la realtà virtuale che si limitava a integrare oggetti e personaggi digitali in ambienti digitali, ma le stesse tecnologie usate per «II signore degli anelli». Queste, infatti, hanno richiesto per realizzarli tempi dell'ordine di qualche mese, mentre quelle impiegate nell'ambito del progetto Lifeplus producono gli effetti speciali in tempo reale, combinando gli elementi digitali con la scena reale prima che questa compaia sul visualizzatore montato nel casco. Così, grazie al software per la visita a Pompei, che è il sito archeologico più frequentato d'Italia, il turista potrà vedere muoversi tra le antiche mura cittadini digitali a immagine e somiglianza di quelli che popolavano la città prima che venisse distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo: fornai e osti affaccendarsi rispettivamente nel laboratorio del panettiere e nelle taverne, matrone patrizie suonare la cetra, di cui si ode il suono, nelle loro ville. La partecipazione di storici dell'Università di Milano al consorzio che ha presentato e realizzato il progetto europeo assicura l'attendibilità della ricostruzione. Il progetto Lifeplus rientra in un'iniziativa più ampia dell'Information society technology europea intesa a promuovere una società dell'informazione user-friendly e a valorizzare il patrimonio culturale del Vecchio continente. Il consorzio, di cui fanno parte una decina di aziende tecnologiche, oltre alla sovrintendenza ai Beni archeologici di Pompei, ha come responsabile per l'aspetto finanziario e amministrativo la greca Forth (Foundation for research and technology) e per l'aspetto tecnologico Miralab, un gruppo di ricerca dell'Università di Ginevra focalizzato sulla modellazione e sull'animazione di uomini virtuali. Il software, sviluppato da 2d3, un'azienda di Oxford specializzata in soluzioni automatiche per il cinema e la televisione, legge la geometria della scena e calcola il movimento della telecamera entro cui collocare in modo realistico gli elementi digitali. La telecamera sfrutta una tecnologia sviluppata all'Oxford university's vision science department, che gira sotto Windows, Apple Mac Os X e Linux Red Hat e usa algoritmi sviluppati per la ricerca propria della scienza della visione. E proprio per la telecamera, 2d3 ha ricevuto nel 2002 il premio Primetime Emma Engineering. Non è la prima volta che le tecniche della realtà virtuale vengono utilizzate nel campo dei beni culturali. Oltre al Digital Michelangelo project della Stanford University, a giugno è giunto a compimento il progetto realizzato per il Partenone di Atene dalla University of Southern California con software italiano prodotto dal Cnr di Pisa. In quel caso, si è trattato di ricomporre virtualmente tre gruppi di sculture (molte metope, il fregio e gli altorilievi dei frontoni), sparpagliate in diversi siti. In oltre 80 gigabyte di dati, sono state "catturate" 2.200 scansioni, inserite in un ed navigabile in 3D. REALTÀ VIRTUALE. È la simulazione di un ambiente reale o immaginario a tre dimensioni, anche con suoni ed esperienze tattili create ad hoc. L'immagine 3D può essere "navigata" con un pc (anche indossatole), con un mouse o joystick per simulare i movimenti e con occhialini 3D. IL PROGETTO. Il consorzio che gestisce il progetto Lifeplus è guidato da Forth (Foundation for Research and Technology-Hellas) e dal MiraLab dell'Università di Ginevra. Undici i partner industriali e scientifici, tra cui l'Università di Milano e la Sovrintendenza archeologica di Pompei.