Decoro. Nel centro storico solo quelli di pubblica utilità, vietati nelle aree non urbanizzate Stop alla pubblicità selvaggia, un piano regolatore per gli impianti Contro «cartellone selvaggio» nasce il «Piano regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari», approvato dalla giunta capitolina su proposta dell'assessore alle Attività produttive Davide Bordoni. Il nuovo regolamento, a tutela del patrimonio storico, artistico e ambientale della città, prevede la riduzione da 27 a 7 tipologie d'impianti e permette di installare quelli di grandi dimensioni (4 metri per 3) soltanto fuori dall'anello ferroviario. Nelle aree non urbanizzate gli impianti saranno vietati mentre nel centro storico sarà permessa cartellonistica solo di pubblica utilità. «Con la banca dati, il piano regolatore e le demolizioni - ha spiegato il sindaco Alemanno - stiamo lanciando un'importante offensiva contro le associazioni criminali. Ora la Guardia di Finanza dovrebbe compiere un'attività d'intelligence a monte per individuare reati penali». Critica l'opposizione: «Inutili i proclami del sindaco e dell'assessore - ha detto Athos De Luca (Pd), sono loro i responsabili dello scempio della città» Lotta ai cartelloni pubblicitari abusivi e riduzione di quelli esistenti a tutela del patrimonio storico, artistico e ambientale della città. Lo prevede il nuovo «Piano regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari», approvato dalla giunta capitolina dopo 17 anni di vuoto normativo su proposta dell'assessore alle Attività produttive Davide Bordoni. In base ai nuovi regolamenti, il territorio cittadino viene diviso in due parli: in 82.000 ettari non urbanizzati non sarà possibile l'installazione d'impianti mentre nei 47.000 ettari urbanizzati, l'installazione sarà consentita ma rigorosamente disciplinata. Nel centro storico, presso il complesso di San Paolo fuori le Mura e nelle zone extraterritoriali della Città del Vaticano, tutti patrimoni dell'Unesco, sarà permessa cartellonistica solo di pubblica utilità. Il piano, che ha già ottenuto il parere favorevole delle Sovrintendenze, prevede inoltre la riduzione da 27 a 7 tipologie d'impianti e permette di installare quelli di grandi dimensioni (4 metri per 3) soltanto fuori dall'anello ferroviario. Per la loro realizzazione sono escluse materie scadenti come la vetro-resina mentre diviene obbligatorio l'uso di materiali ecocompatibili. Una volta approvato dal Consiglio Comunale si passerà da 220 mila metri quadrati censiti di impianti pubblicitari a 162 mila con una riduzione del 27 per cento sull'esistente e del 49 per cento su quanto consentito oggi. Le sanzioni restano le stesse attualmente in vigore e i controlli continueranno ad essere affidati alla polizia municipale del Gruppo sociale sicurezza urbana. «Con la banca dati, il piano regolatore e le demolizioni - ha spiegato il sindaco Alemanno - stiamo lanciando un'importante offensiva contro le associazioni criminali. Quello che ancora manca è un'attività d'intelligente a monte per capire che tipo di contratto è stato stipulato e con chi. Stiamo attendendo una risposta dalla Guardia di Finanza, deputata a svolgere questo tipo di indagini - ha aggiunto Alemanno - perché, nel momento in cui andiamo a demolire un impianto abusivo, o non c'è alcun contratto e quindi siamo di fronte a un caso di evasione fiscale, altrimenti, dalle ditte pubblicitarie dobbiamo risalire alla proprietà dei cartelloni per impartire, non solo sanzioni amministrative ma scoprire se vi sono reati penali». Il piano passerà ora al vaglio dei municipi che avranno 40 giorni per esprimere il loro parere per poi approdare in Consiglio comunale. «Le nuove norme dovrebbero essere operative tra fine marzo e aprile - ha dichiarato l'assessore Bordoni - e poi partiremo con le demolizioni. Intanto registriamo il raddoppio delle entrate per le affissioni (da 9.981.410 del 2007 a 20.604.797 del 2010) mentre i contenziosi pendenti sono scesi, nello stesso periodo, del 73 passando dai 17mila del 2007 ai 4521 del 2010». Critiche invece dall'opposizione: «È inutile da parte del sindaco e dell'assessore lanciare questi proclami essendo loro stessi i diretti responsabili dello scempio della città - ha dichiarato Athos De Luca, vicepresidente della Commissione ambiente (Pd) - piuttosto dovrebbero dirci entro quali scadenze intendono rimuovere tutti i cartelloni abusivi presenti in città».