Crepe e infiltrazioni a S. Francesco a Ripa, i frati chiedono aiuto al Ministero Sbarrate la sacrestia e due cappelle per lesioni «statiche». Sopralluogo dell'assessore alla cultura, che venerdì 11 chiederà al Fondo per gli edifici di culto finanziamenti urgenti Richiesta d'aiuto dei frati per mettere in sicurezza la chiesa. Gasperini: Servono interventi rapidi Un appello perché il ministero intervenga e metta in sicurezza «al più presto» il complesso di San Francesco a Ripe Grande, arriva dai frati. Le lesioni che sono state riscontrate nella Chiesa dedicata al Santo d'Assisi che vi soggiornò (1219), sono serie. In particolare sono state chiuse la sacrestia e due cappelle, quella della Concezione e l'altra che custodisce la statua della beata Ludovica Albertoni del Bernini. L'assessore alla Cultura e al Centro storico, Dino Gasperini, che proprio lunedì scorso aveva presenziato alla tradizionale Festa in onore della Beata Ludovica, compatrona di Roma, durante il sopralluogo nella chiesa, ieri pomeriggio, ha sottolineato: «Questa è una chiesa dalle caratteristiche straordinarie, sul piano sia della religione sia della storia dell'arte. Ritengo doveroso dare un contributo come Comune di Roma cercando di smuovere tutto il possibile per attivare finanziamenti risolutivi per il restauro. Il nostro ruolo è di mantenere le parti vive di questa città, anche se questo bene non rientra sotto la nostra competenza». Venerdì (11 febbraio) «incontrerò il prefetto del Fondo per gli edifici di culto (Fec) del ministero dell'Interno per sollecitare gli interventi di restauro e soprattutto i finanziamenti per metterlo in pratica», conclude l'assessore. Gianfrancesco Solferino, storico dell'arte e conservatore a nome dei frati della chiesa e del convento di Trastevere, spiega «II fatto che si sia aperta una lesione subverticale nella Cappella della Beata Ludovica Albertoni significa che questa parte del complesso di San Francesco a Ripa sta subendo un assestamento del suolo e delle fondazioni che non è del tutto normale. Un assestamento determinato dal fatto che la zona della città antica in cui ricade la Chiesa sorge su un terreno alluvionale». Dopo la costruzione dei muraglioni umbertini sul Lungotevere, il fiume quando preme sugli argini non trova più, durante le piene, quei canali di sfogo che aveva un tempo. L'acqua esercita, così, la pressione più importante sul letto del fiume. «E si presentano le risorgive di acqua che mettono in pericolo le strutture. Un problema che si presenta anche nel complesso di San Michele a Ripa Grande - aggiunge l'esperto -Il problema da noi si verifica da sempre, ma ora si sono aperte queste crepe nella Cappella del Bernini e nel padiglione della sacrestia. Non ci sono pericoli di veri e propri crolli ma i Vigili del Fuoco per cautela hanno interdetto l'uso della Cappella dove si trova la Beata Ludovica e della Cappella della Concezione dove sono state riscontrate le crepe». E' stato interdetto anche l'uso della sacrestia per dei problemi alla volta. «Come primo intervento abbiamo deciso di monitorare le due cappelle, soprattutto quella del Bernini. Ci preoccupa, infatti - ripete Solferino - il fenomeno di lento cedimento delle fondazioni dovuto alle infiltrazioni e all'umidità. L'allarme di oggi serve a risvegliare l'interesse su questo luogo che è stato a lungo trascurato dalle autorità competenti, al di là di alcuni interventi a macchia di leopardo spesso non risolutivi». Per non parlare delle luci (da centro commerciale) installate poco più di un anno fa «sembrano davvero dei barattoli di pomodoro, è uno scempio», conclude Solferino. Evitare nuovi crolli e crepe nella chiese storiche d'Italia, come quelli riscontrati a Roma, a San Francesco a Ripa, è possibile. «Basta mettere mano al bilancio, evitando di finanziare il ponte sullo Stretto di Messina e le intercettazioni. E destinando parte di quei fondi alla manutenzione del patrimonio artistico», è la ricetta del sindaco di Salemi, ma prima di tutto critico d'arte, Vittorio Sgarbi.