Allarme dei carabinieri: su Internet i canali di scambio In aumento i raid nelle chiese Il traffico illegale dei beni culturali viaggia sempre più spesso sul web: i siti di case d'asta o degli antiquari, ma soprattutto i grandi portali dell'e-commerce, come eBay, sono diventati infatti il canale preferenziale attraverso cui ladri di oggetti d'arte e tombaroli provano a piagare la merce rubata nelle chiese e nei musei, proveniente da scavi archeologici clandestini o contraffatta. A lanciare l'allarme è il Nucleo dei carabinieri a tutela del patrimonio culturale di Napoli, che ieri mattina, a Castel Sant'Elmo, ha presentato il bilancio delle attività svolte nel 2010. Internet come canale preferenziale, dunque, per la facilità con cui è possibile contattare i potenziali acquirenti, ma non certo come porto franco per i ladri d'arte. «Sarebbe impensabile non adeguarsi ai tempi spiega il tenente Carmine Elefante, comandante del Nucleo -. E così abbiamo intensificato il monitoraggio del web, scoprendo molti canali di scambio di reperti archeologici e di opere contraffatte». Dati alla mano, nel 2010 la Campania ha scalato una posizione nella classifica delle regioni italiane più colpite dal fenomeno dei furti di beni culturali: erano stati 86 nel 2009, sono stati 94 nel 2010, con la Campania che si piazza al quarto posto in una graduatoria dominata da Lombardia (135 furti), Lazio (127) e Toscana (108). Complessivamente, nella regione sono stati sottratti 1.869 oggetti: un dato, però, fortemente condizionato da] furto di una collezione di monete antiche, appartenente a un privato, composta da oltre 1.100 pezzi. Particolarmente prese di mira dai ladri d'arte sono le chiese, con un sensibile aumento dei furti compiuti nei luoghi di culto della regione. Soltanto pochi giorni fa, i carabinieri hanno arrestato Alfonso Febbraio, un 43enne napoletano che nel 2010 si è reso protagonista di numerosi colpi nelle chiese dell'area Nord del capoluogo campano e della provincia. L'uomo agiva di giorno, scegliendo con attenzione gli orari di minore affluenza dei fedeli, e rubava oggetti di piccole dimensioni, che riusciva facilmente a nascondersi addosso. La corona d'oro di una statua della Madonna, un calice d'argento, la porticina di un tabernacolo, due candelieri d'argento e una croce in oro e argento: questi alcuni degli oggetti trafugati da Febbraio, con i militari dell'Arma ancora impegnati a rintracciare tutta la refurtiva, eseguendo verifiche e controlli nei mercati di antichità. Se i furti di beni culturali e la vendita di opere d'arte falsificate aumentano, diminuiscono invece gli scavi clandestini, con la Campania che resta comunque la seconda regione in cui si registra il maggior numero di accertamenti da parte dei carabinieri, dopo la Sicilia e prima del Lazio. «Le aree più colpite sono in provincia di Caserta, nella zona di Teano e di Calvi Risorta, e in provincia di Benevento, tra Montesarchio e Sant'Agata dei Goti - spiega Elefante -. Più difficile controllare l'area vesuviana, che è fortemente urbanizzata». Ma qual è l'identikit del cliente dei ladri d'arte? «Si tratta di colletti bianchi, di professionisti che vogliono abbellire la casa o arricchire la propria collezione - continua il tenente - Spesso ritengono di non commettere alcun reato, ma compiono un gravissimo errore, alimentando i mercati illegali». «Non è sempre facile ricostruire le filiere del commercio clandestino di opere d'arte - aggiunge Gregorio Angelini, direttore regionale peri Beni culturali e paesaggistici della Campania -. Sono attività criminali specifiche, spesso su commissione di colletti bianchi». Lorenza Mochi Onori, soprintendente per il Polo museale di Napoli, punta il dito contro il vandalismo, il rischio di esportazione di opere d'arte e il riciclaggio. «Spesso sono state ritrovate nelle aste beni culturali rubati - conclude - usciti illecitamente dal Paese e rientrati dopo essere stati ripuliti».
Furti e falsi d'arte, il traffico illecito viaggia su eBay
I carabinieri hanno lanciato un allarme per il crescente traffico illegale di beni culturali su Internet. I siti di case d'asta e antiquari sono diventati canali preferenziali per i ladri d'arte, che vendono reperti archeologici e opere contraffatte. La Campania è stata colpita duramente, con 94 furti di beni culturali nel 2010, seguiti da Lombardia, Lazio e Toscana. I furti sono stati principalmente commessi nelle chiese della regione, con un aumento significativo dei colpi nelle zone Nord di Napoli e della provincia. I carabinieri hanno arrestato un uomo sospettato di essere il responsabile di numerosi furti, che ha rubato oggetti di piccole dimensioni e li ha venduti su Internet.
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