Le tracce della torre sono emerse durante la ristrutturazione della casa prepositurale di San Paolo. Oggi sopralluogo della Sovrintendenza. E' riaffiorata la base della fortificazione Spunta una torre nell'edificio della Prepositura di San Paolo. La conferma viene da uno dei progettisti incaricati dei lavori di restauro dei palazzo, l'architetto Carlo Marelli. «Oggi alle 10 attendiamo una visita della Sopraintendenza competente, che ci dovrà fornire suggerimenti adeguati su come fare a preservare questa parte della città altomedievale». Il sopralluogo valuterà anche altre situazioni rilevanti, come lo stato dei solai e delle colonne che circondano il cortile interno del palazzo della Prepositura. L'aspetto attuale dell'edificio, che è stato più volte rimaneggiato nel corso dei secoli, è di un palazzo urbano di fine Settecento-inizi Ottocento, anche se il colonnato interno richiama i cortili d'impronta spagnola del XVI secolo: ma ora la presenza di una torre equivale a retrodatare di almeno cinque secoli l'epoca di fondazione dell'edificio. La base della torre, larga qualche metro, è situata proprio nella cuspide dell'edificio all'angolo tra le vie Cimarosa e Annoni: per intenderci era il nucleo dell'abitazione del prevosto adibito a ricevere i visitatori. Il palazzo si affaccia nella piazzetta dove si trova anche il portale della proprietà Archinto, che immette nel parco dove si trova la Porta Ferraia. In fondo alla stessa piazza vi è invece il gioiello dell'Oratorio della Beata Vergine, popolarmente noto come Madonnina di San Paolo. Il palazzo in cui ha oggi sede la Prepositura apparteneva in origine ad una delle famiglie nobili che si contesero la supremazia nel borgo: una tradizione non confermata parla della famiglia Oldrati o Oldradi, che possedevano un altro palazzo nell'attuale via Manzoni e una villa di campagna al Grotto, odierna via Vergani. Fra pochi giorni l'impresa collocherà la gru che servirà al restauro del palazzo della Prepositura . I responsabili tecnici hanno scelto un angolo del sagrato, un tempo chiamato "Pasque", forse perché adibito al pascolo dei cavalli. Non ci dovrebbero essere problemi di stabilità per il vecchio muro, che riporta a testimonianza della sua antichità, numerose lapidi, forse a ricordo di epidemie nel secolo XVII. Ciò che però preoccupa ancor maggiormente è la stabilità degli edifici della ex filanda Salterio, di proprietà Airaghi, con il tetto crollato nelle scorse settimane. La parte dell'immobile interessata dal cedimento strutturale del tetto s'inserisce come un corpo a L in un altro edificio, già sede della Cisl e della Sala del Regno dei Testimoni di Geova. Già sul lato della via Pietrasanta che si affaccia dove vi è l'edificio dell'Oratorio di San Paolo si è staccato un pezzo di cornicione. La strada ha un solo palazzo, mentre il lato sinistro è protetto da un muro di cinta esterno, in parte rifatto dopo un crollo durante un temporale. Sempre su questo lato di recente un pino è stato abbattuto da un fulmine. Questa parte dell'edificio risale al 1837 e insiste in una zona molto frequentata, soprattutto in occasione delle messe festive, dai fedeli che si recano nella vicina basilica di San Paolo. Vi è chi ricorda con nostalgia la bellezza dell'edificio appena interessato dal crollo. «Fino a metà degli anni Ottanta e oltre i palazzi erano ancora abitati dice l'artigiano Carlo Marelli Ricordo anche il decoro delle finestre e dei davanzali. Sembra incredibile che cosa possa fare un periodo di abbandono, che comunque non è durato un secolo, ma poco più che un decennio».