ALATRI - Nel programma dell'associazione politico-culturale "Alatri Oltre" c'è un evento che dovrebbe coinvolgere la città nel periodo da aprile a settembre e anche oltre. Come spiega il rappresentante del sodalizio, Gianfranco De Santis, l'iniziativa punta a coinvolgere il Ministero e la Soprintendenza ai Beni Archeologici e Monumentali, per avviare una serie di lavori in contemporanea nei vari siti archeologici della città. In particolare, i mosaici romani davanti alla chiesa dei Padri Scolopi; le antiche terme in via Minnocci; gli scavi Zevi sull'Acropoli, lato Porta Maggiore, con la rimozione del Forno medievale da posizionare, attraverso un percorso archeologico, nell'orto del Vescovado per continuare la campagna di scavi. E ancora, fra gli interventi sono previsti la riqualificazione della cisterna romana sull'altro lato della Porta Maggiore; il cripto-portico in via Le Grotte da rendere visitabile; il restauro dell' affresco del Cristo nel Labirinto nell'ex convento di San Francesco; le cisterne romane nel convento dei Cappuccini da rendere visitabili; il tratto di strada romana in piazza Santa Maria Maggiore. «Tutto questo - spiega De Santis - si potrà iniziare impiegando i 500mila soro rimasti inutilizzati per cinque anni a causa dell'inerzia dell'Amministrazione Magliocca, cercando di "riavere" dal Ministero gli altri 400mila euro persi dalla città». Quindi, un cantiere di scavi archeologici e restauri aperto per quasi tutto l'anno nei vari punti di Alatri che i turisti, le scolaresche, gli appassionati, gli studiosi, potranno visitare durante l'esecuzione stessa dei lavori. «Ovviamente - conclude De Santis - l'evento va programmato e organizzato in tutti i suoi aspetti, affidandosi ad esperti del settore senza tralasciare nulla alla improvvisazione. Un patrimonio archeologico che insieme al complesso monumentale delle mura ciclopiche, di Santa Maria Maggiore, del miracolo dell'Ostia incarnata, può immettere la nostra città nel circuito turistico nazionale».