POMPEI. «Ricostituire la Soprintendenza autonoma di Pompei e dotare il Soprintendente di poteri più incisivi per la tutela del sito; individuare gli strumenti necessari per l'adozione di un piano straordinario di manutenzione, con l'aumento del personale tecnico e con l'invio immediato di una task force, composta da archeologi, architetti e operai specializzati, per realizzare tutti gli interventi necessari; adottare una linea comune, in concertazione con i rappresentanti della regione Campania e della provincia di Napoli per il miglior utilizzo dei fondi europei sulle aree archeologiche interessate». Sono queste le linee guida di una strategia, annunciata dal sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali, Francesco Maria Giro, durante l'interrogazione odierna alla Camera, riguardante la salvaguardia dell'area archeologica di Pompei. «Per quanto riguarda la messa in sicurezza delle strutture antiche - ha proseguito Giro - è stata potenziata l'azione di monitoraggio e di primo intervento sulle strutture a rischio, in attesa dell'attuazione di un piano generale di manutenzione dell'intera città di Pompei, le cui procedure di gara sono in corso di avvio». Giro ha anche precisato che «all'interno dell'Antiquarium, chiuso in seguito al terremoto del 1980 e ora completamente restaurato, è attualmente in allestimento un visitor center con proiezioni 3D e multimediali». Infine ha fatto il punto sul restauro del Teatro, dell'Odeion e del Quadriportico, osservando che «il progetto originario del 2003 prevedeva per la cavea del teatro Grande una ricostruzione integrale in marmo. Secondo la normativa e la prassi in materia, il restauro consente solo la ricostruzione di nuove gradinate con materiale asportabile e reversibile mediante l'inserimento di materiale moderno, proprio per non creare nei visitatori l'illusione di trovarsi di fronte ad un manufatto antico, cosa che sarebbe inaccettabile dal punto di vista filologico». Ed ha aggiunto: «Con una tecnica innovativa i blocchi di tufo, così come il tappeto di cocciopesto usato per la pavimentazione, sono stati isolati dal terreno antico con teli di "tessuto non tessuto" in modo che la situazione originaria fosse sempre ripristinabile. Sono stati cancellati anche i segni di precedenti restauri giudicati invasivi che avevano utilizzato strutture di cemento armato nel ballatoio del Quadriportico, sostituite dal legno». E mentre proseguono le inchieste sui crolli nel sito, condotte dalla Procura di Torre Annunziata, alla ricerca di possibili responsabili dell'accaduto, si susseguono proposte più o meno realizzabili sul futuro del sito archeologico più famoso al mondo, per la sua salvaguardia e per la rifunzionalizzazione. Dall'UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria), è arrivato un dato semplice. Infatti, l'organizzazione che raduna tutte le aziende conciarie italiane ha intrapreso un'attività di valorizzazione del patrimonio culturale riguardante il settore. Mentre continuano l'aggiornamento e la raccolta di brani tratti dalla letteratura che parlano proprio della lavorazione delle pelli, proprio all'interno degli Scavi di Pompei sono stati raggiunti i risultati più significativi. Infatti, è stata completata la sponsorizzazione del restauro di uno dei complessi conciari più antichi del mondo. L'opera si è concretizzata nel 2008 con la convenzione sottoscritta con la Soprintendenza di Napoli e Pompei, grazie alla quale 1'UNIC ha consentito il recupero dell'antica conceria romana situata nel quartiere dei teatri nei pressi di Porta Stabia.