Le iniziative. Corteo di Unitalia organizzato il 5 marzo BOLZANO Forse non avranno le fiaccole e non saranno in tremila, quanti gli Schützen che la sera dell'8 novembre 2008 sfilarono per le vie di Bolzano per protestare contro i «relitti fascisti», concludendo l'imponente corteo davanti al bassorilievo di Mussolini a cavallo. Ma l'iniziativa che Unitalia sta organizzando per sabato 5 marzo non può che ricordare il noto precedente degli Schützen, rispetto al quale avrà ovviamente un'opposta finalità. Il bassorilievo va lasciato così com'è afferma Donato Seppi senza coperture e tantomeno rimozioni che ritengo comunque improbabili. Con la manifestazione in piazza Tribunale, aperta a chiunque volesse aderirvi, intendiamo ribadire la nostra contrarietà a qualunque proposta alternativa al semplice mantenimento del bassorilievo. Non intendo organizzare la manifestazione in tempi troppo vicini aggiunge Seppi per evitare di fomentare gli animi in un momento in cui c'è già molta tensione. Resta il fatto che il delirio politico del centrodestra ha raggiunto livelli paradossali. Una cieca follia sta portando Pdl e Fli a proposte deliranti per tentare di uscire dalla situazione disperata in cui si trovano: Holzmann e i suoi si auto-sospendono dal partito senza lasciare intendere cosa ciò significhi se non l'incapacità di assumersi responsabilità concrete. Gli altri del Pdl, animati dalla solita contrapposizione distruttiva verso i loro compagni di partito, indirebbero un referendum locale contro le aberranti scelte della loro stessa dirigenza romana. Sconcertante anche la distribuzione di cartoline da inviare al Presidente della Repubblica "contro il depotenziamento dei monumenti italiani", causata dalla insipienza di Bondi. Quanto a Fli, si segnala la sparata di Benussi: nemmeno al più ignorante dei nostalgici potrebbe essere accreditata una panzana come quella dei fiori da portare al monumento per il bene fatto dal fascismo alla popolazione tedesca». Seppi conclude: «Il centrodestra è talmente allo sbando da aver perso il lume della ragione e ne prendo le distanze». Ieri intanto il senatore trentino del Pdl Cristano de Eccher ha presentato un'interrogazione al ministro Bondi per chiedere «se davvero esista un accordo per il depotenziamento dei monumenti che i sudtirolesi definiscono fascisti». De Eccher afferma: «Definire fascisti i monumenti pur edificati durante il periodo storico del primo Dopoguerra appare superficiale e riduttivo rispetto a un tipo di specificazione e qualificazione di norma non impiegato. Se la logica alla base dell'accordo di Bondi fosse stata applicata anche in passato, l'Italia non si troverebbe a disporre, oggi, di un patrimonio artistico e architettonico unico al mondo. La via della pacificazione conclude il senatore non può prescindere dal reciproco riconoscimento dei gruppi linguistici».