Grido d'allarme per l'Isime. Per lo stato un risparmio di soli 30 mila euro Intanto a Roma è a rischio crollo anche la chiesa di San Francesco a Ripa Il Medioevo? Al governo non interessa: ha tagliato ulteriormente i fondi, negando all'istituto di sostenere le spese per il suo funzionamento. E l'ennesimo esempio di come venga mortificata l'eccellenza italiana. ROMA Ora tocca anche al Medioevo: uno dei nostri più prestigiosi istituti culturali, l'Istituto Storico Italiano per il Medioevo (Isime) rischia la chiusura a causa dei tagli inopinati effettuati dal governo per mano del suo illustre ministro delle finanze Giulio Tremonti, mentre quello dei Beni Culturali Sandro Bondi fa orecchie da mercante non rispondendo neppure alle accorate lettere dei rappresentati dell'istituto. È l'ennesimo tassello di una strategia ad. ampio raggio, che mira all'azzeramento della cultura nel nostro paese, con la menzognera scusante dei tagli orizzontali originati dalla crisi economica, che coinvolgono i beni artistici, archeologici, il restauro, la conservazione. Tra il tragico e il grottesco, nell'affaire dell'Isime nulla sembra al posto suo: colpisce subito la miserevole cifra che il governo risparmia, appena 30 mila euro. A fronte di un contributo che negli ultimi anni ha oscillato trai 200 mila e i 180 mila euro, nel 2011 i fondi statali scendono a 157 mila euro. Non bastano neppure al mero funzionamento - stipendi del ridottissimo personale, alle bollette e così via - di un Istituto di indiscusso prestigio, con cui hanno collaborato i maggiori medievisti da oltre cento anni a questa parte. ACCETTA DI STATO Merita ricordare tra gli altri il filologo Aurelio Roncaglia, lo storico Jacques Le Goff, il musicologo Nino Pirrotta: mostrano con le loro più diverse specializzazioni come l'Isime sia da sempre un vero progetto culturale ad ampio spettro e con la loro eccellenza l'altissimo livello degli obiettivi niente affatto generici. L'Isime infatti è uno dei tanti istituti culturali che non può essere scambiato per uno stipendificio: ne fanno testimonianza le attività attuali - sotto la guida del presidente Massimo Miglio, con Franco Cardini, Salvatore Fodale, Giorgio Inglese - con la pubblicazione di decine e decine di volumi ogni anno - 15 solo nel 2010 -, corsi di aggiornamento, seminari, attività divulgative. Un prestigio nazionale e internazionale indiscusso, ribadito peraltro dai cospicui. contributi privati che 1'Isime riesce a raccogliere, chiudendo oramai da tempo i suoi bilanci oltre il mezzo milione di euro l'anno. I privati, è noto, sono disposti a sorreggere i progetti e le attività di un istituto culturale ma non il suo funzionamento: per risparmiare quei miseri 30 mila euro, il nostro paese viene a perdere molto di più. Oltretutto questo taglio appare indebito anche da mi punto di vista squisitamente amministrativo: l'Isime infatti è un'istituzione pubblica e non privata e dunque il suo funzionamento dovrebbe essere garantito dallo Stato. Alle ripetute lettere che Miglio, presidente dell'Istituto, ha inviato al ministro, Bondi non ha sentito neppure l'esigenza di rispondere, mostrando così tutto il suo disprezzo, tanto da costringere l'Isime a presentare un ricorso alla Corte dei Conti contro questo taglio - l'intera vicenda, corrispondenza inclusa, è illustrata in un interessantissimo opuscolo dal titolo «Medioevo Negato» (scaricabile da www.isime.it). Per la situazione gravissima dell'Isime oggi alle 14 si terrà una conferenza stampa pubblica organizzata dall'onorevole del Pd Roberto Della Seta nella Sala Nassiriya del Senato: parleranno Miglio e alcuni suoi colleghi di istituzioni straniere, come l'Istituto Storico Germanico i cui finanziamenti pubblici ammontano a dieci volte quanto l'Isime abbia mai ottenuto dallo Stato. Fondato nel 1883, con il contributo di Ernesto Monaci, quando l'Italia da «bordello» dantesco cercava faticosamente di farsi Stato anche attraverso lo studio della sua storia e della storia europea, l'Isime emblematicamente rischia di chiudere proprio nell'anniversario dell'Unità, dopo i crolli di Pompei, l'allagamento del sito preistorico di Nola, il progressivo disfacimento delle necropoli rupestri di Viterbo. Nel frattempo rischia il crollo la chiesa di San Francesco a Ripa grande a Roma che ospita la statua del Bernini della Beata Ludovica, mentre sono a rischio chiusura Accademie prestigiose come la Crusca e il Contemporary Art Museum di Casoria, anch'esso a in coma, chiede asilo culturale alla Germania. Insomma, la preistoria, le antichità classiche, il medioevo, il barocco di Bernini, la modernità della lingua, la contemporaneità: nulla sfugge al- la mano di questo governo, alla sua furia devastatrice, mentre il paese, non metaforicamente, si appresta a tornare un «bordello» dantesco.
La tagliola del governo si abbatte anche sull'Istituto del Medioevo
L'Istituto Storico Italiano per il Medioevo (Isime) è a rischio chiusura a causa dei tagli inopinati effettuati dal governo per mano del ministro delle finanze Giulio Tremonti. Il governo ha tagliato ulteriormente i fondi per il funzionamento dell'istituto, riducendo il contributo a 157 mila euro, che non sono sufficienti per coprire i costi del personale, le bollette e le altre spese. L'Isime è un istituto culturale di prestigio che pubblica decine di volumi ogni anno e ha ricevuto contributi privati per sorreggere i suoi progetti.
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