Domenica pomeriggio una pattuglia ha dovuto bloccare l'afflusso di turisti alla Galleria FIRENZE Presenze record nei centri storici della Toscana nel ponte di Ognissanti nonostante la continua minaccia di pioggia e qualche «scroscio» improvviso. Ma nelle città d'arte toscane ha vinto la temperatura mite, quasi primaverile, con un afflusso di visitatori quasi come in un week-end d'agosto. Forse, anche per questo, i turisti hanno invaso Firenze, Siena, e Piazza dei Miracoli a Pisa. Ieri, nel capoluogo toscano, chiusi i principali musei statali per il riposo settimanale, i visitatori hanno preso d'assalto i Quartieri monumentali di Palazzo Vecchio e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Domenica invece ad essere stata presa di mira dalla voglia d'arte dei turisti è la Galleria degli Uffizi con code di ore che non accennavano a diminuire tanto che i responsabili del museo sono stati costretti a far intervenire una pattuglia dei carabinieri per bloccare l'ingresso alla Galleria. Insomma un «ponte» che potrebbe confermare la controtendenza di un turismo ancora in crisi, ma non nelle città d'arte toscane, e a Firenze in particolare. Per il soprintendente al polo museale Antonio Paolucci le code saranno una realtà anche con i Nuovi Grandi Uffizi. FIRENZE Due giorni di "vacanza" ed è subito stata invasione. Strade e piazze del centro invase da turisti provenienti da tutto il mondo e soprattutto, musei presi d'assalto Perché una visita agli Uffìzi o un salto all'Accademia, due passi fino in cima alla Cupola del Duomo e una capatina nella (inceronata) Loggia de' Lanzi diventano imperdibili per chi capita in riva all'Arno. Carabinieri agli Uffizi L'apice è stato toccato nella serata di domenica, intorno alle cinque de pomeriggio. Col museo degli Uffizi che avrebbe chiuso dopo un'ora appena, fuori dalla Galleria stazionavano ancora decine e decine di persone. Una coda ininterrotta, che si è protratta per tutto il pomeriggio e che non accennava a diminuire nemmeno con l'approssimarsi della chiusura del museo. Una situazione che ha "consigliato" i responsabili degli Uffizi a chiamare addirittura in causa una pattuglia dei carabinieri. I militari dell'Arma si sono piazzati in fondo alla fila che occupava gran parte del loggiato e hanno "bloccato" i turisti che ancora chiedevano di potersi accodare. «Prima d'ora - spiega uno dei ragazzi che lavorano all'interno degli Uffizi -non avevo mai visto i carabinieri costretti ad intervenire per fermare una fila. Ma domenica davvero siamo stati presi d'assalto e a un certo punto è stato necessario trovare un modo, anche inconsueto, per fermare quella marea di persone che volevano entrare». Una scena già vista, un film che si ripeteva a poche centinaia di metri di distanza anche all'Accademia con la fila di persone a rasentare i muri del museo occupando i marciapiedi all'esterno rischiando minuto dopo minuto anche l'acquazzone di giornata. Come un week end d'estate Uffizi a parte, li weekend di Ognissanti ha fatto registrare presenze record nei centri storici della Toscana alla faccia della continua minaccia di pioggia e di qualche «scroscio» improvviso. Nelle città d'arte ha però vinto la temperatura mite, quasi primaverile, con un afflusso di visitatori che ha ricordato quanto accade nei week-end d'agosto. Forse, anche per questo, i turisti hanno invaso Firenze, Siena e Piazza dei Miracoli a Pisa. Ieri, nel capoluogo toscano, i principali musei statali sono rimasti chiusi per il riposo settimanale e così i visitatori hanno preso d'assalto i Quartieri monumentali di Palazzo Vecchio (che è rimasto aperto fino alle 13) e la Cattedrale di Santa Maria del Fiore (Battistero, campanile di Giotto e Duomo). Oltre 1.400 i turisti che hanno staccato il biglietto per l'ingresso al Museo di Palazzo Vecchio (nell'intera giornata di sabato erano stati 3.746). Come se non bastasse, oggi alla Fortezza da Basso apre la Borsa del Turismo Congressuale e gli organizzatori stimano che nei quattro giorni di fiera saranno circa 6.000 le presenze in città. Tra i luoghi più visitati, da chi ha scelto Firenze per questa breve vacanza, il campanile di Giotto, dove l'Opera del Duomo stima che ieri siano stati venduti oltre 2.200 biglietti e oltre 4.000 considerando anche la giornata di sabato. Sempre dall'Opera arriva la stima, ed è un segnale importante, di oltre 5mila visite alla Cattedrale (dove non c'è biglietto d'ingresso; chiude nell'intervallo del pranzo, mentre nel pomeriggio è aperta solo per due ore), e al Battistero. Insomma un «ponte» che potrebbe confermare la controtendenza di un turismo ancora in crisi, ma non nelle città d'arte toscane, e a Firenze in particolare.