NOLA. La Regione scende in aiuto del villaggio preistorico di Nola, ma divampa la polemica per il mancato inserimento del sito notano nell'elenco dei "grandi attrattori" della Regione Campania. La miccia è stata accesa a poche ore dall'importante vertice dal consigliere comunale di Città Viva, Luigi Conventi. «Non a caso faccio presente - scrive Coventi in una missiva indirizzata al sindaco di Nola, Biancardi - che navigando nel sito della Regione Campania tra i BB.CC. e Siti Archeologici "grandi attrattori" non compaiono né il "Villaggio preistorico di Nola" né il "cippus abellanus" né il grande anfiteatro ed altri ritrovamenti dell'epoca romana, e neanche i pregiatissimi reperti custoditi nel locale Museo Archeologico, valorosamente propagandati e salvaguardati per oltre 10 anni dall'Archeoclub e dall'Associazione Meridies di Angelo Amato de Serpis». Al di là delle polemiche, ieri pomeriggio, si è tenuta la prima riunione della task force voluta dal primo cittadino di Nola, Geremia Biancardi, dopo il crollo di un costone all'interno del sito di via Croce del Papa. Il tavolo tecnico tra Comune, Regione, Ministero e Soprintendenza nei prossimi mesi dovrà trovare una soluzione che impedisca la distruzione dell'importante reperto archeologico. La Regione Campania, rappresentata dagli assessori Giuseppe De Mita ed Ermanno Russo e Pasquale Sommese, rispettivamente con deleghe al turismo, al patrimonio e al Demanio si è impegnata a sostenere l'investimento economico per salvare la Pompei della Preistoria. Prima tappa l'individuazione della causa che negli ultimi mesi ha determinato l'allagamento del villaggio. L'intenzione del comune di Nola è quella di affidare al pool di docenti della Facoltà di Geologia della Federico II di Napoli lo studio dell'area prima di predisporre gli interventi. L'allagamento è causato da un problema alla falda acquifera. A Nola confluiscono gli apporti acquiferi dei monti di Avella e del Vesuvio, a questa difficile circostanza si aggiunge la costituzione altamente permeabile del terreno, costituito prevalentemente da pomici. La portata media dell'acqua è di 52 litri al secondo, aggiungendo i 40 litri filtrati dalle pompe idrovore già presenti sul luogo siamo davanti a più di 90 litri d'acqua al secondo: il sistema fognario è inadeguato per smaltire tutta questa acqua. Due le vie d'uscita: o si adegua il sistema fognario (cosa difficile) osi convolano le acque nell'alveo di Quindici. L'area, dopo il crollo del muro, è stata sequestrata dalla Procura di Nola che sta accertando cause e responsabilità del cedimento. Lo smottamento, dovuto molto probabilmente alla falda acquifera, rischia di seppellire i reperti archeologici cancellando definitivamente un patrimonio di straordinario valore. Cittadini, associazioni, politici di ogni schieramento sono scesi in campo per evitare la scomparsa del villaggio, venuto alla luce per caso nel 2001 durante i lavori di scavo per la costruzione di un supermercato.
Nola. Villaggio preistorico, arrivano fondi ma è polemica
La Regione Campania ha deciso di aiutare il villaggio preistorico di Nola con un investimento economico per salvare la Pompei della Preistoria. Tuttavia, il sito non è stato inserito nell'elenco dei "grandi attrattori" della Regione Campania. La polemica è scoppiata a causa del mancato inserimento del sito nella lista. La Regione ha promesso di sostenere l'investimento economico per salvare il villaggio. La causa dell'allagamento del villaggio è stata individuata nella falda acquifera, che ha causato un problema di smaltimento dell'acqua. La Procura di Nola sta accertando cause e responsabilità del cedimento.
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