Che si tratti di un fotomontaggio? Ecco quello che può essere indotto a pensare chi, oggi, si mettesse a osservare un'antica cartolina, magari degli anni 1920 circa, riguardante i Gradoni di Chiaia Sì, dev'esserci un trucco fotografico... La gradinata al posto del piano inclinato, e va bene. Ma i fiori, i fiori? Possibile che qui torreggiassero ceste colme di rose, di garofani, di viole del pensiero? Sì, le cartoline illustrate ci testimoniano che i Gradoni di Chiaia apparivano, visti dalla base, come un sentiero in salita fiancheggiato da fiori. E dietro ciascun cesto faceva capolino una ragazza vestita da «pacchiana». Siamo così abituati a rivedere strade e stradette delimitate da mucchi di spazzatura, o a ricordare film dell'epoca dell'occupazione alleata in cui i vicoli erano contrassegnati da banchetti di sigarette americane, da non poter credere che vi fu una Napoli nella quale un vicolo era simile a un giardino rigoglioso, un vicolo che veniva denominato appunto, Gradoni di Chiaia. Si riparla, oggi, di restituire ai Gradoni una consistenza pari alla loro denominazione, cioè di far tornare in quel luogo una vera e propria gradinata tale da prendere il posto dell'attuale «scivolo». Per la verità, una simile prospettiva venne già avanzata esattamente cinque anni fa: inizi del febbraio 2006. Dopo i risultati di un referendum compiuto fra commercianti e residenti, dopo una richiesta avanzata dal presidente dell'allora circoscrizione e approvata dal sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici, fu ufficialmente diramata la notizia del ritorno alle origini. Una notizia, non va nascosto, lieta per moltissime persone dal momento che è proprio dai gradoni-non-più-gradoni che scendono, attualmente, a bordo di veloci motorini, gruppi di giovani vandali che nottetempo si divertono a mandare in frantumi le panchine di via Chiaia. L'esistenza di gradini, o gradoni che dir si voglia, renderebbe certo meno facile agli appiedati vandali il loro impegno distruttivo: fu questo che si pensò. E chi, cinque anni fa, già aveva l'età del nonno, si ricordò dei discorsi ascoltati dai propri nonni. Le ragazze che ai Gradoni di Chiaia vendevano fiori, ci avevano raccontato i nostri nonni, piuttosto che limitarsi a «dare la voce», propagandavano la loro merce intonando canzoni dedicate, da questo o quel poeta, a questo o a quel fiore. Chi, insomma, vendeva rose cantava una canzone, di Di Giacomo, mettiamo, avente per oggetto le rose, e chi vendeva i garofani intonava una canzone di Bovio, mettiamo, sui garofani, e così via. Fino a confermare quello che aveva dichiarato Gioacchino Rossini: che, cioè, «Napoli è essa stessa la musica». Di quel progetto di cinque anni fa, però, dopo il comunicato stampa nessuno più parlò. Intendiamoci: quello di avere, nel bel centro della città, un mercato di fiori, non era affatto una prerogativa di Napoli. Roma, durante la belle époque ebbe il suo mercato di fiori in via Trinità dei Monti, e qui ambientò molte scene del suo romanzo «Il piacere» Gabriele D'Annunzio. Ma quello di Napoli, quello dei Gradoni di Chiaia, aveva questo di irripetibile: le fioraie che cantavano e che forse, cantando, suscitavano altro amore. E forse questa è la volta buona. Davvero, questa volta, - si spera - l'impegno sarà mantenuto, e si costruiranno gli scalini e, chissà, si provvederà a inserire, al centro, anche un corrimano, affinché nessuno possa parlare di «barriere architettoniche». Non c'è però barba di assessore che possa far tornare, ai Gradoni, il mercato dei fiori. Quello è condannato a rimanere nelle antiche cartoline, in primo luogo perché sono mutate le condizioni ambientali dei Gradoni di Chiaia, nel senso che quelli che una volta erano «bassi», essi stessi un tempo regni di fiorai, oggi sono negozi; e poi perché non esistono più ragazze disposte a spostarsi dai paesini del circondario per venire a Napoli a vendere fiori. Noi ci accontentiamo che i Gradoni di Chiaia riprendano l'antico aspetto. Ci libereremo dell'invadenza improvvisa di motorizzati vandali. E, in più, godremo la vista di una antica architettura che ci farà sentire (basta immaginarlo) il profumo di rose, garofani e viole.
Napoli. Così Chiaia ritroverà i suoi Gradoni
Un articolo di giornale discute la possibilità di ricostruire gli "Gradoni di Chiaia", una gradinata storica di Napoli che era famosa per essere fiancheggiata da fiori e venduti da ragazze. La proposta è stata avanzata più volte, ma non è stata mai attuata. L'articolo sostiene che la ricostruzione potrebbe essere un modo per ridurre la presenza di vandali che scendono dai Gradoni con motorini e distruggono le panchine. Inoltre, la ricostruzione potrebbe permettere di riprendere l'antico aspetto della gradinata, che era caratterizzato da fiori e ragazze che vendevano fiori cantando canzoni.
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