"Straordinario». Il Capo dello Stato affascinato dalle opere di Pellizza, Morandi e Sironi. «Lu cultura, un valore da sostenere» MILANO Affascinato dal soffitto «firmato» da Lucio Fontana con vista su Piazza del Duomo. Piacevolmente sorpreso dall'ottimo restauro del «Quarto Stato» di Pellizza da Volpedo. Incantato di fronte alle opere di Morandi, Sironi e Guttuso. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano promuove a pieni voti il Museo del Novecento: «E una realizzazione straordinaria». Parole pronunciate ieri dal Capo dello Stato, al termine della sua visita mattutina al Museo realizzato all'interno dell'Arengario e inaugurato lo scorso dicembre Napolitano arriva in Piazzetta Reale, di fronte all'ingresso del Museo del Novecento, poco dopo le 10.30. Ad accoglierlo ci sono le massime istituzioni lombarde e milanesi: il governatore Roberto Formigoni, il sindaco Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà. C'è anche un leghista, con tanto di cravatta verde: il presidente del Consiglio regionale Davide Boni. A illustrare al presidente i capolavori conservati all'Arengario ci pensano l'assessore comunale alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory e l'architetto che ha progettato il Museo Italo Rota. Visita per pochi intimi. I cronisti non sono ammessi. Ci pensa Finazzer Flory a raccontare le impressioni di Napolitano, al termine del tour istituzionale: «Innanzitutto il presidente è rimasto colpito dal fatto che l'ingresso del Museo sia gratuito». Uno spunto per parlare dei tagli alla cultura degli ultimi anni. «Napolitano riferisce l'assessore alla Cultura ha detto che bisogna capire che l'arte è un valore. È un bene che le istituzioni e i cittadini devono sostenere». Una riflessione che l'inquilino del Quirinale ha sviluppato davanti alla «Rosa Nera» di Jannis Kounellis. Napolitano si è fermato a lungo anche davanti al «Quarto Stato», una delle opere maggiormente significative del Museo del Novecento. Finazzer Flory racconta: «Ho ricordato al presidente la data di realizzazione del dipinto, il 1901, e Napolitano mi ha subito risposto: «"Giolitti"». Sì, perchè in quell'inizio di XX Secolo al Governo, in Italia, c'era Giovanni Giolitti. La visita termina. Napolitano esce dall'ingresso principale di Palazzo Reale. Il tempo di un saluto a qualche cittadino in attesa ed una battuta con i giornalisti («Una realizzazione straordinaria»). I commenti finali sono delle istituzioni locali. La Moratti sottolinea: «Il Capo dello Stato ha potuto apprezzare la collezione che fa parte della nostra città. Il Museo del Novecento è un biglietto da visita per Milano e ne sono orgogliosa». Formigoni afferma: «E' un museo capolavoro, un unicum al mondo». Il presidente della Repubblica tornerà a Milano il prossimo 20 marzo per visitare la mostra sulle grandi battaglie dell'Unità d'Italia.