«Ci stimano perché abbiamo salvato migliaia di preziosi papiri. Torneremo al Cairo non appena sarà possibile, migliaia di papiri da restaurare ci aspettano chiusi nelle case, devono proseguire anche i corsi di restauro per i docenti delle università egiziane». Corrado Basile, segue da casa, con attenzione e apprensione, le vicende che in questi giorni stanno ridisegnando la mappa politica e umana del «suo» Egitto. Un Paese che ama e con il quale Basile - fondatore del siracusano Museo del Papiro e vicepresidente dell'Istituto internazionale del Papiro - ha un rapporto saldo e decennale, al punto da essere stato nominato direttore del Laboratorio di restauro del papiro del Museo egizio del Cairo e consulente scientifico ministeriale per le operazioni di restauro dei papiri nei musei e nelle aree archeologiche egiziane. Non un faraone, insomma, ma un'autorità culturale che vive in quotidiano contatto con quel mondo arcano e affascinante e con partecipazione manifesta il proprio legame verso quel grande e antico Paese. Tanto che quando sullo schermo passano le immagini del Cairo, Basile si ferma e ascolta: «È stato un colpo - dice - sapere dell'irruzione nel museo del Cairo ed è stato un colpo anche l'aver saputo della distruzione di due mummie e di altri reperti. Una profanazione, ma non mi sono sorpreso nel sentire che sono stati gli stessi egiziani a difendere dai saccheggi il loro stesso patrimonio al Cairo, a Karnak e a Luxor. Lì c'è la loro vita e ne sono consapevoli». Corrado Basile è tornato due settimane fa dal Cairo, quando cominciavano a essere avvertiti i primi scricchiolii, quando i malumori cominciavano a diventare sempre più evidenti e a coagularsi in protesta sotto la spinta dell'ondata di violenze contro i cristiani copti (poco meno di un terzo dell'intera popolazione) e della speranza accesa dalle notizie provenienti da Tunisia e Algeria. Un mondo diverso, aperto, come una nazione di millenaria civiltà merita, se ci sarà chi saprà cogliere la richiesta di pace e giustizia e libertà che viene dai tanti diseredati. Di politica, però, Corrado Basile non vuole proprio parlare, la sua è una missione di conoscenza e prossimità culturale che ricorda con puntiglio e rispetto: «Il laboratorio allestito in collaborazione con Anna Di Natale all'interno del Museo del Cairo è un punto di riferimento. I nostri corsi vengono seguiti da docenti di tutte le università egiziane e spesso ci spostiamo per tenere le lezioni nei vari atenei del Paese, anche nella famosa Biblioteca di Alessandria con la quale l'Istituto internazionale del papiro è da anni gemellato». Il legame profondo tra Siracusa e l'Egitto di cui, nel segno del papiro, si è fatto carico proprio Basile è testimoniato, tiene a sottolineare, da una targa all'interno del Museo egizio del Cairo «che ricorda, anche in italiano e inglese, la collaborazione avviata una decina di anni fa, per iniziativa anche della Provincia regionale». nino arena 02022011
SICILIA - Abbiamo salvato migliaia di papiri torneremo per salvarne altrettanti
Corrado Basile, fondatore del Museo del Papiro di Siracusa, è un'autorità culturale che vive in contatto quotidiano con l'Egitto. Ha lavorato con il Museo egizio del Cairo e ha partecipato a corsi di restauro dei papiri. Basile è stato colpito dalla notizia dell'irruzione nel museo del Cairo e della distruzione di reperti. Ha espresso la sua solidarietà con gli egiziani che hanno difeso il loro patrimonio. Basile non vuole parlare di politica, ma si concentra sulla missione di conoscenza e prossimità culturale. Ha lavorato con le università egiziane e ha tenuto corsi di restauro dei papiri in vari luoghi, compresa la Biblioteca di Alessandria.
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Bene culturale
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