L'accordo con il Comune firmato a marzo: in caso contrario penale di 1,2 milioni GROSSETO. Demolire l'attuale sede della Camera di commercio e ricostruirla in dimensioni ridotte, su due sole elevazioni, una volta che sarà realizzata la nuova sede dell'ente camerale all'ex Foro Boario. Non è una buona idea, o meglio non è solo una buona idea, ma è un obbligo preciso che la Camera di commercio si è assunta con il Comune di Grosseto, al punto che se, per qualsiasi motivo, la cosa non dovesse realizzarsi, l'ente camerale sarebbe costretto a versare al Comune 1,2 milioni di euro. L'impegno è contenuto in un atto d'obbligo che il presidente della Camera di commercio Giovanni Lamioni ha sottoscritto davanti al notaio, su mandato del consiglio camerale, il 5 marzo del 2010. Un atto che era stato richiesto dalla variante anticipatrice del regolamento urbanistico con cui il consiglio comunale di Grosseto aveva "preso" 3.150 metri cubi dell'attuale sede della Camera di commercio e li aveva "spostati", cambiando anche la destinazione da direzionale a residenziale, nell'area dell'ex Campo della Fiera, in via Fiesole, un'area che la Camera di commercio voleva vendere da tempo e che ha effettivamente venduto, a maggio dello scorso anno, per oltre 1,5 milioni di euro, dopo che ai 2.500 metri cubi iniziali, costituiti da immobili abbandonati che un tempo avevano ospitato l'istituto zooprofilattico della Toscana e del Lazio, si erano aggiunti proprio i 3.150 metri cubi "sottratti" all'immobile - quello futuro - di via Cairoli. Di qui l'impegno a ridurre concretamente le volumetrie in via Cairoli, demolendo e ricostruendo parzialmente l'immobile, a due sole elevazioni. Un impegno che la Camera di commercio è obbligata a inserire in ogni suo atto di programmazione e che vincolerà, dunque, anche eventuali acquirenti dell'immobile. Un puzzle i cui pezzi stanno, piano piano, andando al loro posto, ma il gioco non è ancora finito. Venduta l'area del Campo della Fiera la Camera di commercio ha presentato il progetto definitivo della nuova sede e ha tre anni di tempo dall'approvazione della relativa variante per chiedere il permesso a costruire, un passaggio che è stato accelerato dall'approvazione, a metà gennaio, di una concessione in deroga al piano regolatore proprio per la nuova sede dell'ente camerale. Poi ci sarà da costruire e una volta terminata la nuova sede, la Camera di commercio avrà tre anni di tempo per chiedere il permesso a costruire per demolire e ricostruire l'immobile di via Cairoli. Un passaggio che, probabilmente, dovrà coinvolgere anche la Soprintendenza, visto che la vecchia sede è un edificio pubblico che ha più di 50 anni. Se le cose non dovessero andare nel senso previsto la Camera di commercio potrebbe dover dare al Comune 1,2 milioni di euro «a compensazione dell'indebito vantaggio ottenuto per l'incremento della volumetria» riconosciuto nell'area dell'ex Campo della Fiera di via Fiesole.