Lucca: di corsa o a piedi nonostante le polveri. Nel viale di accesso 40mila auto al giorno Una podista: «Che dobbiamo fare, rimanere chiusi in casa? Certo qualcosa per la prevenzione andava programmato» DALL'INVIATO STEFANO BARTOLI «Ok, l'aria è inquinata. Allora noi che cosa dovremmo fare, rimanere a casa?». È logica e disincantata la risposta di Federica Pioli, quarant'anni, quando la fermiano al volo proprio sul viale alberato delle Mura di Lucca: è uno splendido pomeriggio di sole e gli allarmi non sembrano scoraggiare amanti del jogging, proprietari di cani e studenti in fase di relax. Non riescono a bloccare neanche le coppie di innamorati che si baciano con passione negli angoli più appartati, ma soprattutto non bloccano la voglia di sport e di attività fisica. Federica, per rispondere, si toglie dalle orecchie la cuffietta dell'iPod d'ordinanza ed ascolta con attenzione le nostre spiegazioni sul Pm10, le temibili polveri sottili, cioè quelle con il diametro inferiore a 10 micron, in grado di provocare perfino l'asma. «Come appassionati veniamo qua, oppure nel parco fluviale, tra Monte San Quirico e Ponte San Pietro - prosegue -, la verità è che non bisognerebbe arrivare a queste situazioni. Basterebbe limitare prima l'uso delle automobili o magari praticare la raccolta differenziata. Ed invece...». «Sì, servirebbe davvero un po' più di buon senso - aggiunge Marco Modena, neoassessore all'ambiente del Comune (è stato nominato lo scorso ottobre) -, credo che adesso si debba rivedere il nostro stile di vita, troppo basato sull'uso dell'auto anche per un piccolo spostamento». Insomma, il day-after relativo alle notizie sul moltiplicarsi degli avvisi di sforamento da parte delle centraline dell'Arpat, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, ed i richiami sui rischi per la salute con l'aumento dei ricoveri per problemi respiratori soprattutto dei bambini da parti di esperti come il dottor Guido Roggi, direttore di pneumologia interventistica dell'ospedale lucchese Campo di Marte, pur non scoraggiando corse e passeggiate, preoccupano ed anche parecchio tutti coloro che vivono in una Toscana in cui l'aria è sempre più sporca. Accade a Pisa, a Firenze (perfino con la centralina di rilevamento installata al Giardino dei Boboli non sembra ci sia da stare molto allegri), ma Lucca, oltre naturalmente alla Piana con il coinvolgimento dei Comuni di quella zona, sta diventando un caso nazionale: colpa del contrasto tra la bellezza del paesaggio e quel traffico senza soluzione di continuità che assedia le Mura e il centro storico. Viale o camera a gas? Che qualcosa non va, soprattutto in tema di mancanza di viabilità alternativa, si scopre di botto sul viale Europa, quella che dall'autostrada A11 Firenze Mare, ti conduce al grande rondò da cui si diramano i due grandi flussi di traffico a ridosso del centro storico. Qui, dicono gli esperti, transitano la bellezza di 40mila veicoli al giorno, in stragrande maggioranza mezzi pesanti che si mescolano alle autovetture dei pendolari: fa una certa impressione, come abbiamo fatto ieri, percorrerla a passo d'uomo con una Toyota Prius ibrida, l'auto che in queste condizioni non fa rumore e non inquina, ma dentro cui, in quel momento, entravano le esalazioni di centinaia di tubi di scarico, tanto da far rimpiangere una semplice mascherina. Insomma, una nuvola di veleni che raggiunge con impressionante facilità proprio quella striscia di verde, lunga circa quattro chilometri, che sovrasta la cintura di pietra. Pochi bus. «Il vero problema è che non ci sono mezzi pubblici», rispondono al volo Manola, Arianna e Valentina, tre studentesse sedute al sole nei pressi di Porta San Pietro. «Pensa - dice una di loro - che io abito a San Cassiano a Vito, cioè a quattro chilometri da qui, e sono costretti ad usare il motorino. L'alternativa? Solo due bus, uno la mattina alle 7, l'altro alle 15: che dobbiamo fare? Mettersi sedute ed aspettare?». «Il problema sono proprio le auto - rincarano la dose Alessandro Angeli e Gabriella Nencioni che sono insieme al loro cagnolino -. Noi abitiamo in città e camminare qui è praticamente un obbligo. Peccato per questo allarme sull'inquinamento». Allarme che fa un po' sorridere Luca Ciancarelli e Barbara Saso, a passeggio con le figlie Perla, 12 amni, e Luce, di appena 2. «Sa, veniamo da Roma - concludono - e, creda, là è veramente una tragedia: non si respira. A Lucca, almeno in teoria, sembra tutto più pulito».