GROSSETO. Ormai è guerra. Da una parte l'asse-metallico tra società alla ricerca di terra (e affari) ed enti locali bisognosi di denaro, dall'altra quello verde, composto da cittadini e ambientalisti che si interrogano, preoccupati, sul proliferare ormai senza più freni dei campi di silicio. In mezzo la politica, a cui non sempre riesce la mediazione. Le recenti linee guida della Regione Toscana sul fotovoltaico, volute e annunciate dai competenti assessori ma non ancora trasformate in legge dalla Giunta, avrebbero messo in moto una serie di irregolarità procedurali. A denunciarlo è Legambiente, attraverso Andrea Marciani. Ma sulla stessa lunghezza d'onda, tanto per fare un esempio, c'è anche il consigliere regionale Andrea Agresti, vicepresidente della commissione territorio e ambiente. Per inseguire il miraggio della green economy negli ultimi anni le istituzioni, ad ogni livello, avrebbero derogato ad ogni buona pianificazione territoriale, così da agevolare la diffusione di grandi impianti fotovoltaici di cui un po' alla volta stiamo notando l'impatto dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Anche in Maremma. Legambiente fa degli esempi. «In questa fase il giro di vite compiuto a Firenze ha addirittura accentuato alcune storture. La Provincia di Pisa ha dato il via libera in soli 15 giorni a circa 20 autorizzazioni da 999 kwp, a San Miniato. E fin qui nulla di male se non fosse che, aggirando le normative correnti, le 20 domande sono state presentate da società di capitale con gli stessi soci, eludendo così l'obbligo di Valutazione di impatto ambientale altrimenti necessaria per un impianto industriale che alla fine avrà una estensione di circa 70 ettari. Da noi, nel comune di Orbetello, in pochi giorni è stata "metallizzata" un'intera collina, senza neanche la più elementare attenzione ai coni visivi. Molti impianti di fotovoltaico industriale sono stati frettolosamente presentati in Regione per essere sottomessi alla procedura di Via prima che le linee guida divengano operative». Ma cosa sta succedendo in Maremma? In questo momento in provincia di Grosseto sono in attesa di Via quattro autentici megaimpianti: due nel Comune di Roccastrada, località Collelungo, di circa 200 ettari, e due nel Comune di Manciano, località Montauto, stessa superficie; «ma un iter già avviato - sempre secondo Legambiente - ce l'hanno altri 35 progetti analoghi. Non solo: ogni cittadino ha il diritto di presentare le sue osservazioni su questi impianti ma, per oscure ragioni, sul sito della Regione l'annuncio delle procedure in atto appare sempre in ritardo rispetto alla data di presentazione, lasciando ben pochi dei 45 giorni previsti dalla legge a disposizione di chi volesse dire la sua. E' il caso dell'impianto da 65 mwp de La Cerreta (Manciano). Scadenza delle osservazioni l'11 febbraio». Andrea Agresti, consigliere regionale del Pdl, sui megaimpianti di cui si sta discutendo (da Roccastrada a Manciano, passando per Scansano) ha una posizione precisa: «Il Governo nazionale incentiva la produzione di energia pulita attraverso impianti fotovoltaici di piccole dimensioni localizzati a piè di azienda agricola. La tutela del pubblico, in questo caso il paesaggio e l'ambiente, viene prima quindi del sostegno all'impresa privata. Chiediamo agli enti locali di risparmiare territorio vergine e favorire pannelli e inseguitori localizzati prevalentemente sopra i tetti dei capannoni industriali. Oltre a ciò da sempre diciamo che gli impianti fotovoltaici a terra, soprattutto quelli di grandi dimensioni, devono essere ubicati solo in zone a destinazione industriale o artigianale. La Regione, putroppo, chiude la stalla quando i buoi sono già in piazza. Dando la sensazione, con le nuove linee-guida, di una mera operazione d'immagine, soprattutto in assenza di un piano paesaggistico regionale che permetta di avere una individuazione-distinzione delle aree». Legambiente, invece, invita il governatore Rossi a varare senza indugi la Legge applicativa delle Linee guida già annunciate, «per far si che il destino del territorio sia l'effetto di un governo responsabile e lungimirante, non la risultante di sordide astuzie messe in atto da speculatori».
GROSSETO - Campagna ricoperta di silicio. L'allarme di Legambiente sulle linee guida della Regione
In Toscana, il proliferare dei campi di silicio sta creando preoccupazioni tra ambientalisti e cittadini. La Regione ha pubblicato linee guida per il fotovoltaico, ma queste non sono ancora state trasformate in legge. Legambiente e il consigliere regionale Andrea Agresti hanno denunciato irregolarità procedurali. Gli impianti di fotovoltaico industriale stanno essere presentati in Regione senza la procedura di Valutazione di impatto ambientale. In provincia di Grosseto, ci sono 59 progetti di impianti di fotovoltaico in attesa di procedura di Via. La Regione ha un piano paesaggistico regionale che dovrebbe individuare le aree per gli impianti, ma questo non è stato ancora varato.
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