San Francesco a Ripa. Sigilli alla Cappella Altieri: rischio di crolli L'appello dei frati: «Aiutateci a salvare la chiesa» È una delle statue più celebri al mondo, ma da ieri è «invisibile», causa «profonde lesioni sul soffitto con pericolo di crolli», come recita il verbale dei vigili del fuoco. Che per questo hanno chiuso al pubblico la Cappella Altieri e la sacrestia di S. Francesco a Ripa. Resta quindi «prigioniera» l'«Estasi della Beata Ludovica Albertoni», meravigliosa opera del settantenne Gian Lorenzo Bernini. A richiedere le verifiche è stato il parroco della chiesa di Trastevere, a effettuarle, per 2 ore, tre squadre di pompieri: oltre alla sacrestia e alla cappella col sarcofago della Beata, chiusa anche la cappella della Concezione. Ora sono urgenti i lavori di restauro. E i frati chiedono aiuto: «Salvate la nostra chiesa». A lanciare l'allarme è Gianfrancesco Solferino, laico francescano e storico dell'arte del locale convento: «S. Francesco è uno scrigno di tesori, ma è abbandonata da anni. E' del ministero dell'Interno che dovrebbe gestirla attraverso il Fec, il Fondo per gli edifici di culto, ma non se ne occupa. Dal 1995 sono stati fatti lavori mai organici e spesso dannosi, come il pessimo impianto di illuminazione. E questo è il risultato. Ora abbiamo bisogno di aiuto». A scoprire la lesione nella cappella (6-7 metri dal pavimento alla cupola, e visibile anche dall'altra parte del muro, che dà sul corridoio della sacrestia, altre crepe nella cappella della Concezione) sono stati gli stessi frati, mentre preparavano la festa della Beata, i1 31 gennaio. «E' compatrona di Roma e la sua devozione era molto viva - spiega Solferino - Il Senato cittadino fece nel 1625 voto di offrirle ogni anno un calice d'argento e "6 rotoli di cera", una tradizione che finì solo con l'unità d'Italia. L'ha ripresa l'allora sindaco Rutelli e infatti lunedì abbiamo avuto l'assessore Gasperini». La chiesa risale all'XI secolo, nel XIII fu la prima casa di San Francesco a Roma. Il santo la scelse perchè accanto c'era un lebbrosario Benedettino, andava a assistere i malati. La chiesa gli fu dedicata qualche decennio dopo e il suo più recente rifacimento è seicentesco. Ma ciò che la rende celebre in tutto il mondo è proprio la Beata Ludovica e la sua estasi barocca, sul suo letto di marmo appoggiato su un panno di diaspro scolpito. Lei era una nobile vedova romana trentenne, con tre figlie, che morì nel 1533 dopo essersi fatta Terziaria francescana, aver donato il suo patrimonio ai poveri e avere avuto parecchie visioni mistiche. Ora c'è da sperare che dal Cielo si adoperi per salvare la «sua» chiesa.